Inchieste a raffica nella Roma di Alemanno
Parenti, amici ed amici degli amici assunti all’Atac ed all’Ama. La magistratura indaga e nel frattempo si scoprono ‘imbucati’ neofascisti un po’ dovunque.
La Capitale dell’era Alemanno parrebbe sembrare un colossare ‘raccomandificio’. Da qualche tempo è emerso il pasticciaccio dell’azienda del trasporto pubblico (Atac) che ha rimpinguato il suo già sterminato parco dipendenti (12.600 persone) con altri 850 assunti selezionati ‘per chiamata diretta’, ovvero senza alcun tipo di concorso.
Ora è scoppiato il caso della società che cura la raccolta dei rifiuti (Ama) che ha ‘sistemato’ 954 di individui, afffiancandoli ai suoi già 7000 lavoratori.
Su tutti e due i casi indaga la magistratura romana, perchè molti dei ‘beneficati’ sembrerebbero avere rapporti di varia natura con politici, amministratori pubblici o stretti collaboratori del sindaco.
All’Ama si è scoperto che sono arrivati il genero dell’ad Franco Panzironi, la figlia del caposcorta del sindaco, Giorgio Marinelli (che aveva il figlio all’Atac), la compagna dell’ex capogruppo Pdl in Campidoglio, adesso seguace di Storace ne ‘La Destra’, Dario Rossin. Con loro ci darebbero anche parenti vari di ‘devoti’ attivisti del Pdl romano.
Alle falangi dei presunti raccomandati, che il ministro Bondi, altro specialista nel ‘collocare’ parenti, chiama “casi umani”, si debbono aggiungere non pochi ex estremisti neofascisti.
Alemanno, quando era un dirigente del Fronte della gioventù, l’organizzazione giovanile del Msi, si collocava nella corrente che faceva riferimento a Pino Rauti, più volte indagato per terrorismo e stragi. In seguito il sindaco ha anche sposato Isabella, figlia del suo antico leader.
Dopo la sua elezione a sindaco i ‘collaboratori’ neri dell’amministrazione sono diversi.
A capo della Eur spa è arrivato Riccardo Mancini, ex simpatizzante di Avanguardia nazionale, organizzazione paramilitare degli anni ’70. L’uomo, oggi imprenditore, ha subito un processo nel 1988 ed è stato condannato ad un anno e nove mesi per possesso di armi. Con lui erano coimputati due ‘pezzi grossi’ del neofascismo: Stefano Delle Chiaie e Adriano Tilgher.
Sulla poltrona di amministratore delegato dell’Ama era arrivato Stefano Andrini, ex naziskin ed altro estremista di destra. Dimessosi dopo lo scandalo che aveva riguardato l’elezione del senatore del Pdl Nicola Di Girolamo (ora agli arresti domiciliari), Andrini il 10 giugno 1989 aveva picchiato due ragazzi, mandandone uno in coma.
Secondo alcune voci non confermate, l’ex ad di Ama avrebbe partecipato a ‘missioni’ mai chiarite del tutto con le bande paramilitari ustascia in Croazia durante la guerra nella ex Jugoslavia. Nell’aggressione che gli era costata una condanna a 4 anni ed 8 mesi per tentato omicidio e lesioni aggravate c’era anche Mario Vattani, figlio di Umberto, ex potentissimo Segretario generale del ministero degli Esteri ed oggi presidente dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero.
Vattani al momento è capo delle relazioni internazionali e del cerimoniale del Campidoglio e con il suo camerata Andrini era legato anche lui a Stefano Delle Chiaie.
All’Atac sono stati assunti Francesco Bianco e Gianluca Ponzio. Rispettivamente del Nar e di Terza posizione. Bianco, protagonista coi fratelli Giusva e Cristiano Fioravanti e con Giovanni Alibrandi di numerose azioni terroristiche, ha subito processi per appartenenza a banda armata e dopo alcuni anni di carcere è uscito per decorrenza dei termini. Ponzio ha subito un arresto per rapina a sedici anni, un secondo per banda armata ed infine un terzo per il possesso di una borsa piena di armi.
Un quadro desolante, nel quale le clientele sembrano dominare su tutto. Alemanno ha spiegato la situazione in perfetto stile centro destra: “Mi sembra siano in atto una montatura e una gonfiatura del fenomeno veramente ridicole”.
“Abbiamo visto ben altre situazioni gravissime – ha insistito il sindaco – e questa sta diventando un caso a livello nazionale senza averne minimamente i fondamenti: non ci sono centinaia o migliaia di assunzioni clientelari, ma solo alcuni casi che devono essere attentamente studiati. Gran parte delle assunzioni di Atac e Ama, per quel che ci risulta, sono assolutamente regolari”.
Quindi il primo cittadino della Capitale ha concluso: “Ben vengano tutte le inchieste: ce n’è una della procura, un’altra della Corte dei Conti e quella interna dell’Atac. Ne faremo anche sulle altre aziende municipalizzate, perché non abbiamo niente da nascondere e vogliamo la massima chiarezza. L’anno prossimo daremo nuove regole sulle assunzioni, più forti, superiori a quelle previste dalla legge”.
Negare tutto e promettere, come nella migliore strategia berlusconiana.


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