I genitori puliscono le scuole e spunta la prima class action
Secchi, strofinacci e scope; così i genitori degli alunni del Circolo didattico elementare ‘Ada Negri’ di Roma si sono presentati al cancello delle scuole sabato mattina. E non si tratta di armi per una nuova forma di protesta, ma di strumenti indispensabili ad una ‘task force’ determinata a ripulire le aule.
La notizia non sembrerebbe neppure più tale dal momento che episodi del genere si susseguono in tutte le città di Italia dall’inizio dell’anno scolastico. La notizia, semmai, è che la “pratica” dei genitori armati di detersivi e ramazza rischia di diventare un’allarmante normalità, una consuetudine quasi dovuta.
“Passare una giornata pulendo vetri, aggiustando tapparelle e rubinetti gocciolanti – raccontano i genitori radunati nell’atrio – è qualcosa che sentiamo di dover fare per i nostri figli, che qui passano la maggior parte della loro giornata, ma è evidente che siamo indignati perché sarebbe compito della scuola pubblica provvedere alla manutenzione degli edifici”. Così, effetto-crisi economica da una parte e tagli al personale previsti dalla riforma Gelmini dall’altra, la giornata del “fai da te” si è trasformata in un appuntamento immancabile in ogni scuola d’Italia.
Ma se l’ennesimo episodio non conquista di certo le prime pagine dei giornali, c’è il rischio che la questione torni alla ribalta se la prima ‘class action’ costituita da un gruppo di genitori di una scuola alle porte di Torino, avrà la meglio contro il governo.
Infatti, le famiglie di un istituto comprensivo di Bruino, stanche di finanziare di tasca propria l’acquisto di carta igienica, sapone, toner per stampanti e matite per colorare, hanno avviato una diffida al Ministero dell’Istruzione e dell’Economia al fine di sbloccare i fondi stanziati, e mai erogati, necessari per l’ordinaria amministrazione dell’istituto.
“La risposta è attesa entro 90 giorni – spiega l’avvocato di parte Diogene Franzoso - dopodiché, nel caso non fosse pervenuta, provvederemo a presentare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale”.
Nel frattempo i comitati dei genitori di numerose scuole italiane hanno iniziato a contattare la class action per acquisire informazioni necessarie ad intraprendere lo stesso percorso. Chissà che il “tempo delle scope” non stia lasciando il passo.
Lara De Angelis


tagli ai bidelli grazie alla gelmini,io lavoro come puliziere lavori socialmente utili a scuola ma da giugno sn in cassa integrazione sempre grazie alla gelmini..mi dite chi doveva pulire la scuola? l’estate dopo le ferie si rientrava per fare le pulizie approfondite invece la gelmini ha deciso di mandare a casa 12000 lavoratori fregandosene dei bambini dei genitori e di tutti..perche il loro scopo e dare fondi alle scuole private vedete il cepu leggete quanti finanziamenti ha avuto!!
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