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Cosentino: durissimo atto di accusa dei giudici

Autore: . Data: giovedì, 2 dicembre 2010Commenti (0)

Il coordinatore Pdl in Campania ed ex sottosegretario individuato dagli inquirenti come un pericoloso protagonista della crisi dei rifiuti nella regione.

I magistrati, riassumendo i risultati dell’inchiesta su Cosentino hanno scritto: “Contribuiva in modo decisivo alla programmazione e attuazione del progetto finalizzato a realizzare nella regione Campania un ciclo integrato dei rifiuti alternativo e concorrenziale a quello legittimamente gestito dal sistema Fibe-Fisia Italimpianti, così boicottando le società affidatarie, al fine di egemonizzare l’intera gestione del relativo ciclo economico e comunque creare un’illecita autonomia gestionale a livello provinciale, controllando direttamente le discariche, luogo di smaltimento ultimo dei rifiuti, e attivandosi nel progettare la costruzione e gestione di un termovalorizzatore, strumentalizzando le attività del commissariato di governo per l’emergenza rifiuti all’uopo necessario”.

Accuse pesantissime che non hanno bisogno di commenti. Nonostante i reati supposti dagli investigatori la Camera ha in un primo momento negato l’arresto dell’imputato e poi deciso di non consentire durante il processo l’uso delle intercettazioni raccolte dalle forze dell’ordine.

Cosentino era ‘osservato’ fin dal 1996, quando fu eletto per la prima volta alla Camera nelle liste di Forza Italia. Quell’anno alcuni collaboratori di giustizia, tra i quali Dario De Simone, lo descrivevano come un personaggio colluso con la camorra. Si parlò di voto di scambio, ma non si trovarono riscontri.

Poi nel 2008 nuovi elementi hanno reso il materiale probatorio più forte ed l’inchiesta è stata formalizzata.

Nell’ordinanza di richiesta della custodia cautelare si leggeva che l’esponente berlusconiano avrebbe permesso “il perpetuarsi delle dinamiche economico-criminali, condizionando le attività ispettive della commissione di accesso per lo scioglimento del Comune di Mondragone per infiltrazione mafiosa e le procedure prefettizie dirette al rilascio delle certificazioni antimafia, come nel caso della procedura riguardante l’Ecoquattro spa e relative risoluzioni finali, condotte decisive per la tenuta e lo sviluppo del programma”.

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