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Wikileaks ed i governi bugiardi

Autore: . Data: martedì, 30 novembre 2010Commenti (1)

I file riservati pubblicati dal sito di Assange raccontano molte cose. Fino ad ora, però, assolutamente note. Il ministro degli Esteri, Frattini: “Wikileaks vuole distruggere il mondo”, ma forse sono le menzogne le vere responsabili delle crisi.

In attesa che le decine di migliaia di file vengano ‘decodificati’, il governo italiano trema e nasconde una realtà già evidente da anni. Le relazioni pericolose tra Putin e Berlusconi non sono un segreto per nessuno, come i ‘contatti stretti’ con il dittatore libico Gheddafi o le ‘feste bollenti’ del premier.

Per chi si occupa senza pregiudizi di politica internazionale non sorprendono, inoltre, la posizione del governo saudita nei confronti dell’Iran, così come i giudizi sui vari capi di stato e di governo. Che Karzai fosse ‘opaco’ è un segreto di pulcinella, così come era di dominio comune tra gli ‘addetti ai lavori’ il ‘dopolavoro’ di suo fratello Ahmed Wali, abile commerciante di droga. Dal punto di vista americano è chiaro che Hugo Chavez possa essere considerato un “pazzo” e se poi l’estensore della nota è un collaboratore di Sarkozy la notizia assume ‘valore innovativo zero’. Eguali considerazioni riguardano Erdogan “minaccia islamica”, Dmitri Medvedev controfigura ‘sciapita’ dello zar Putin, Mugabe “vecchio pazzo” o Merkel indicata come la donna che “evita i rischi ed è raramente creativa”. Mahmoud Ahmadinejad “nuovo Hitler” è una affermazione ‘normale’ a Teheran, molti milioni di francesi hanno scoperto il loro presidente da qualche mese e lo vedono “nudo” con chiarezza. Si consideri anche come un qualunque cittadino del mondo di fronte ad un ‘nuovo ricco’ russo ha il sospetto immediato che quel Paese dopo la fine dell’Unione sovietica sia diventato “virtualmente uno Stato della mafia”, mentre la Cia e le altre agenzie di spionaggio Usa amano tenere d’occhio anche i pinguni persino in centinaia di pellicole hollywoodiane. All’Onu di cosa fanno finta di stupirsi?

Berlusconi, per la diplomazia statunitense, è “incapace, vanitoso e inefficace”, “portavoce di Putin in Europa”, “stanco” per i troppi “festini”. Tra Noemi Letizia, Ruby, il bunga bunga e le altre chi è davvero in grado di smentire queste ‘intuizioni’?

Insomma, fino a quando non saranno incrociati i dati, ovvero i diversi docummenti riservati, quello che fino ad ora è emerso dalla documentazione carpita al Dipartimento di Stato avrebbe potuto scriverlo un qualsiasi studente di geopolitica, anche alle prime armi.

Frattini, però, del quale non si deve mai dimenticare che è forse l’unico ministro degli Esteri al mondo ex maestro di sci, si è indignato. Così l’uomo che ha affrontato un paio di crisi internazionali drammatiche standosene in ferie ha dichiarato che WikiLeaks vuole “distruggere il mondo”. Per lui Assange è posseduto da una volontà criminale e per questo ha esortato “la comunità internazionale a reagire compatta senza commentare e senza retrocedere sul metodo della diplomazia, senza lasciarsi andare a crisi di fiducia, che se diventa sfiducia reciproca può bloccare collaborazioni fondamentali per risolvere grandi situazioni di crisi”.

Poi il furente ministro ha spiegato che “Berlusconi evidentemente non si sente nè attaccato, nè colpito, nè offeso. Molte notizie che abbiamo letto erano già uscite sulle prime pagine dei giornali di opposizione”.

Per il gioco delle smentite a raffica, il povero Frattini è stato smentito subito dal Boss in persone. Ha detto ‘Papi Silvio’: “Le cose che vengono dette fanno male all’immagine del nostro Paese” e poi ha contradetto se stesso: “Non guardo a quello che rivelano funzionari di terzo o quarto livello e che viene poi riportato da giornali di sinistra”. Di certo furente il premier ha spiegato: “‘Non frequento i cosiddetti ‘wild parties’, e non so che cosa siano”, perchè lui, a suo dire “una volta al mese”, organizza nelle sue case “cene dove tutto avviene in modo corretto, dignitoso ed elegante”.

Ricordare le avventure berlusconiane è del tutto inutile, perchè la miglior tradizione in certi ambienti richiede di negare tutto a qualsiasi costo. Anche a rischio di apparire ridicoli. La domanda che assilla il presidente del Consiglio in queste ore riguarda le numerose testimonianze che confermano senza tema di dubbio l’esistenza di ‘feste bollenti’ e la presenza di prostitute (definite escort dai giornali nazionali) nei party a villa Certosa, palazzo Grazioli, Arcore. “Mi domando perchè lo facciano (le giovani che raccontano i fatti, ndr) – ha affermato Berlusconi -. Sono infondate e incredibili. Una ragazza che si dichiara prostituta di fronte al mondo si preclude tutte le strade per un lavoro futuro, per trovare un marito. Allora mi domando chi le ha pagate…”. Ed in molti hanno una idea ben precisa su chi le ha pagate, naturalmente.

Anche il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, è attivissimo nel lavoro di depistaggio. Alcuni funzionari del governo americano hanno raccontato a Washington di una Italia il governata da un signore che lavora male perchè la notte si impegna in baldorie e lui ha sostenuto una tesi arditissima: il problema vero è “la debacle a cui è andata incontro la struttura diplomatica statunitense che è stata bucata e per molti aspetti beffata”.

Le cose sono molto semplici. I governi, coadiuvati dai propri apparati di sicurezza, sono assolutamente informati sulle valutazioni che gli americani fanno su di loro e su quello che succede nel mondo. Le ‘rivelazioni’ di Wikileaks quindi svelano solo la grottesca situazione di una politica internazionale che dietro le quinte manovra per nascondere ai cittadini, dietro il ‘segreto di stato’, la verità.

Forse tra un paio di anni qualcuno girerà un film e suggerirà una tesi sui motivi che hanno spinto qualche personaggio del dipartimento di Stato a consegnare ad Assange i file adesso al centro della polemica. Ma adesso è necessario comprendere come il lavoro del sito ‘pirata’ ha rotto la barriera di omertà ‘diplomatica’ che è la vera causa dei disequilibri mondiali.

E non è poco.

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Commenti (1) »

  • Giuseppe ha detto:

    Ottimo articolo. Mi trovo assolutamente d’accordo sulla pochezza dei “segreti” resi noti dai documenti di Wikileaks. Il cosiddetto “11 settembre della diplomazia”, come lo ha definito Frattini, in realtà è un insieme di considerazioni, vecchie storie, indiscrezioni di cui persino l’opinione pubblica che non ne sa tanto di geopolitica non si stupisce. Un esempio: il day after della pubblicazione, tutti a parlare dell’evento in sè, ma nessuno dei “segreti” svelati. Questo cosa vuol dire? Che, sì, è vero, questo caso è emblematico e sarà paradigmatico di un cambiamento: grazie a reporter d’assalto come Assange e quelli di Wikileaks, e grazie alla velocità e alla diffusione di internet, ormai anche i segreti di stato potranno essere svelati ai cittadini, senza filtri, cioè senza intermediazioni. QUesto, a dire il vero, è vero a metà, perché un filtro o una censura ci sarà sempre: da parte dei funzionari teste di ponte, delle spie infiltrate, dei reporter di Wikileaks…però è il simbolo di un cambiamento, è un crocevia più simbolico che reale. Perché d nuovo abbiamo letto ben poco.

    Quanto a Berlusconi – patetico ormai sino all’inverosimile – che dà ancora la colpa ai giornali disinistra che pubblicano le notizie di Wikileaks….non ci sono davvero più parole. Forse solo un film tragicomico del grande maestro Monicelli potrebbe spiegare la sua parabola e quella degli italiani della sua era…

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