cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca, primo piano, tu inviato
Regola la dimensione del carattere: A A

Rifiuti tossici, l’appello di un cittadino: “Ci stanno avvelenando”

Autore: . Data: martedì, 23 novembre 2010Commenti (0)

Riceviamo e pubblichiamo l’appello di un cittadino di Oricola, paese in provincia de L’Aquila dove, in un’area, giacciono diecimila metri quadri di rifiuti cancerogeni in attesa di essere smaltiti, a poche decine di metri dalle abitazioni.

“I diecimila metri quadri di eternit ed altri rifiuti pericolosi dell’ex Fornace Corvaia (InviatoSpeciale ha già affrontato il tema nell’articolo leggibile qui) giacciono ancora lì, a poche decine di metri dal centro abitato, fissi e immobili  per un verso, traballanti e volatili per un altro; l’amianto non è stato ancora bonificato e i cittadini, che inevitabilmente ne fanno le spese, invocano sempre più l’intervento della pubblica amministrazione.

La sentenza del procedimento giudiziario del Tribunale di Avezzano che nel settembre 2009 condannava la proprietà del sito è stata infatti impugnata ed il procedimento penale, esperito il primo grado di giudizio, ora pende innanzi alla Corte d’Appello dell’Aquila.

Insomma, tutto fermo. E di là da venire gli auspicati quanto urgenti interventi di tutela sanitaria e ambientale. Stante poi che il nostro ordinamento prevede tre gradi di giudizio, alla luce delle attese burocratiche ultradecennali susseguenti a denunce dei cittadini e degli organi d’informazione (oltre a esami e analisi di Asl e Arta, ordinanze del Comune, esortazioni di Protezione civile, Prefettura, Regione e Provincia dell’Aquila, sequestro penale del sito e denuncia per reati ambientali, sentenza di condanna, confisca e successiva vendita all’asta del sito stesso) e in considerazione degli accertamenti della Procura per verificare se ci siano stati o meno in questi anni conseguenze sulla salute degli abitanti della zona, si capisce che per ottenere la rimozione e lo smaltimento dell’amianto, la bonifica, ecc. occorrerà attendere una sentenza che passi in giudicato. Salvo ulteriori proroghe e rinvii.

Da ciò consegue che le legittime aspettative di chi ha subìto e continua a subire sulla propria pelle gli effetti della contaminazione amiantifera, potranno essere soddisfatte (forse) solo alla fine di un ulteriore, lungo e temporalmente non stimabile iter giudiziario.

Questo scenario è francamente inaccettabile per i cittadini che vivono nei pressi del sito avvelenato: si ritiene che, indipendentemente dai tempi e dalle risultanze dei futuri passaggi giudiziari, si debba intervenire subito per la rimozione dei materiali cancerogeni e per la protezione delle persone.

L’appello ed il sollecito proviene dai residenti, che si rivolgono ancora alle istituzioni affinché orientino la conclusione di questa vicenda verso l’unica soluzione praticabile: l’esercizio dei poteri sostitutivi da parte della Pubblica Amministrazione”.

Virgilio Conti

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Lascia un commento

Usa il modulo sottostante per commentare. Se sei già registrato, effettua il log-in. Puoi anche abbonarti ai commenti di questo articolo via RSS.

Tag HTML consentiti:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008