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Pancreas, a Pisa il primo trapianto da donatore cadavere

Autore: . Data: lunedì, 8 novembre 2010Commenti (0)

Una buona notizia arriva dall’Ospedale di Pisa, dove il professor Boggi (tra l’altro giovanissimo: appena quarantenne) insieme alla sua equipe ha effettuato per la prima volta nel mondo il trapianto di pancreas da donatore cadavere (con la tecnica robotica mini invasiva) ad una donna abruzzese di 43 anni affetta da diabete mellito dall’età di 24 anni.

Si tratta di una svolta storica che potrebbe condurre, un domani, a sconfiggere una malattia infida e devastante, che insorge in età giovanile e viene finora tenuta sotto controllo solo ricorrendo ad iniezioni di insulina in aggiunta all’obbligo di condurre uno stile di vita assai sobrio.

Il diabete giovanile è una piaga sociale, a soffrirne sono spesso adolescenti (anche bambini piccolissimi) che vivono una forte diminuzione della loro libertà. Con gli anni la malattia diventa sempre più insopportabile perché la mancata stabilità del livello glicemico porta a crisi iperglicemiche o ipoglicemiche con il rischio di coma diabetico, nemmeno annunciato da segni premonitori, senza contare la progressiva degenerazione di quasi tutti gli organi, quali i reni, la vista, il cuore.

Questa patologia e la sua gestione comportamentale hanno visto il sorgere di molte organizzazioni di medici diabetologi e associazioni di genitori di figli diabetici che discutono di alimentazione, di stili di vita e di metodi moderni per la somministrazione di insulina. Resta sempre sullo sfondo, in questi forum o simposi, l’ipotesi di individuare una radicale soluzione al problema a mezzo intervento chirurgico.

Non occorre essere maligni per sospettare che a volte le malattie non trovino soluzione definitiva in ‘virtù’ della volontà di mantenere il business che ne deriva: da qui l’importanza ulteriore della riuscita dell’intervento chirurgico del professor Boggi.

Dopodiché, che cosa possono fare concretamente i cittadini? Non basta sentirsi a posto con la coscienza donando qualche spicciolo: sarebbe necessario cambiare mentalità in merito all’importante tema della donazione degli organi. Un segno di concreta solidarietà, utile spesso a restituire felicità e gioia di vivere a cittadini meno fortunati.

Donatella Petrino

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