Padova: contro il disagio, gli psicologi di strada
A Padova dopo gli “avvocati di strada” è la volta degli psicologi. Il progetto, chiamato Com-munitas, è stato presentato ieri dall’associazione Granello di Senape per festeggiare i sei anni dalla felice intuizione dell’assistenza legale a tutte le persone che vivono il disagio sociale a causa di problemi con la legge, relazionali o psicologici.
“Nel corso della nostra attività abbiamo preso in carico circa mille persone – racconta Andrea Andriotto, segretario del progetto – e ci siamo avvalsi della collaborazione di circa 40 volontari che prestano gratuitamente servizio. Di questi 32 sono avvocati che prestano consulenza e, tra loro, una decina si alterna agli sportelli”.
Già, ma chi sono i beneficiari del progetto? La maggior parte sono stranieri con problemi legati al permesso di soggiorno, ma non mancano neppure gli italiani alle prese con la crisi economica, reduci da divorzi o separazioni e letteralmente sbattuti fuori casa.
Ci sono tuttavia anche persone con problemi psichici ed è stato proprio l’incontro con loro a spingere verso l’ampliamento del progetto. Non più “solo” assistenza legale, ma anche psicologica: “L’introduzione degli psicologi di strada serve certamente per dare sostegno a queste persone, ma è utile anche agli avvocati che in diversi casi necessitano di una valutazione psicologica – spiega Laura Baccaro, psicologa di strada – in particolare però il nostro ruolo sarà quello di sostenere le persone in un percorso di diritto, aiutandole anche a prendere coscienza delle conseguenze che una denuncia o una querela possono avere sulla persona che la subisce”.
“Lo psicologo di strada è un’intuizione felice – commenta l’avvocato Monica Bassan – perché spesso il disagio va oltre i problemi giuridici che in alcuni casi sono solo la punta dell’iceberg. Tra queste persone c’è molto bisogno di ascolto”. Bassan, uno degli avvocati che presta servizio volontario, definisce “positivissima” questa esperienza: “E’ come tornare alle radici della professione. Ritengo sia un’opportunità importante anche per i giovani avvocati, perché coinvolge anche da un punto di vista emotivo. Nella nostra quotidianità, schiacciati dallo stress e dalla frenesia, rischiamo di perdere i valori di aiuto alla persona che ci hanno spinto a iniziare: fare l’avvocato di strada è di aiuto anche a noi professionisti, che riscopriamo lo slancio di un tempo”.
Davide Falcioni


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