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Immigrati a Rosarno: in vista una nuova emergenza

Autore: . Data: mercoledì, 3 novembre 2010Commenti (1)

La raccolta delle arance si avvicina ma a Rosarno, luogo simbolo della ribellione degli immigrati che esplose lo scorso anno, qual è la situazione dei lavoratori stagionali? Chi sa dire con esattezza quanti braccianti africani arriveranno? Ma soprattutto chi può assicurare che non si raggiungeranno i livelli di emergenza dello scorso inverno?

Il commissario straordinario Rosario Fusaro, uno dei tre componenti della commissione che guida il comune sciolto per mafia fino alle prossime elezioni del 28 novembre, dichiara senza giri di parole che “non ci sono dati per fare delle previsioni”. Di certo c’è che oggi, a 15 giorni dall’inizio dei lavori, non ci sono ancora posti per dormire e non verrà consentita, come è accaduto in passato, la loro aggregazione in vecchie fabbriche o casolari. Qualora ciò accadesse i braccianti verranno dispersi, ma nulla è stato concretamente fatto per assicurare luoghi adeguati da parte delle istituzioni.

Da dati forniti dalla Polizia Municipale gli africani che oggi vivono a Rosarno sono 60 su 150 stranieri. Secondo l’Osservatorio Africalabria però quei dati andrebbero almeno raddoppiati: molti di loro vivrebbero in scantinati e vecchi casolari abbandonati. Insomma, poco o nulla è cambiato rispetto allo scorso anno.

Eppure Rosarno può beneficiare di un contributo di tre milioni di euro erogato dal ministero degli interni con lo scopo di riqualificare l’area. Novecentotrenta mila serviranno a ristrutturare l’areo dove sorgeva la Rognetta, una vecchia fabbrica abbandonata nel cuore della città che un tempo ospitava oltre 500 braccianti e dove presto si costruiranno campi da tennis, un mercato, una tensostruttura e un parcheggio. I restanti due milioni di euro verranno destinati alla realizzazione di una struttura per migranti: “L’appalto è stato aggiudicato da poco – dice Fusaro – aspettiamo i termini che devono decorrere per legge prima della stipula del contratto. La struttura prevede un edificio a due piani con aule didattiche e spazi di aggregazione e 30 posti letto nel corpo di fabbrica, mentre altri 150 posti dovrebbero essere aggiunti con prefabbricati inviati dal ministero dell’Interno. Tuttavia vi potranno accedere solo coloro che sono in possesso del permesso di soggiorno”.

Ma se per gli anni prossimi le prospettive sono quelle sopra enunciate, ben poco è stato fatto per fronteggiare la crisi nell’immediato. Dove andranno i lavoratori stagionali che tra pochi giorni arriveranno a Rosarno e nelle aree limitrofe? La soluzione più probabile è quella delle tendopoli: “Come comune abbiamo individuato un sito dove allestire un campo per 100 persone al massimo – dice ancora il commissario straordinario – e anche gli altri comuni della Piana sono invitati a fare la stessa cosa, mentre la Regione si è impegnata a intervenire con la protezione civile”. Per il momento, tuttavia, non vi è nulla di pronto. E agli immigrati che giorno dopo giorno arrivano in città non resta che accamparsi, come hanno fatto per anni, nei casolari diroccati, col rischio continuo degli sgomberi.

Non è affatto chiara invece la posizione dei datori di lavoro, il più delle volte “caporali” che sottopagano i braccianti. Cosa è stato fatto perché anche loro rispettino le leggi e assicurino un salario adeguato e un contratto di lavoro degno di questo nome?

Davide Falcioni

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Commenti (1) »

  • maria carmela ha detto:

    Noi rosarnesi ci domandiamo come mai questi africani senza permesso di soggiorno, li ritroviamo ancora nel nostro paese? Sono le stesse persone portate via l’anno scorso perchè privi di permesso.A questo punto alla luce di tutto questo di chi è la colpa? di certo non nostra!!!! Dov’è lo stato dove sono i mezzi di informazione che ci hanno per tanti mesi distrutto?

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