Giovani e precarietà: contro il ricatto, la provocazione Cgil
Anonimi e ironici annunci su impossibili offerte di lavoro, come ad esempio ‘Agenzia di pubblicità cerca account junior con padre pronto a mantenerlo a vita’ oppure ‘Gruppo informatico cerca giovani laureati con il massimo dei voti e il minimo di dignità’: così la Cgil ha presentato la sua iniziativa ‘pubblicitaria’ su precarietà e improbabile diritto al futuro per le nuove generazioni.
In circa dieci giorni, spiegano in corso Italia, sono state 70mila le visite al sito web della campagna (www.giovanidispostiatutto.com), “nata con una provocazione anonima – si legge in una nota -: una denuncia per dare un nome alle cose e rappresenta, a tutti gli effetti, la realtà dei giovani che cercano lavoro. Una realtà fatta di umiliazione, sfruttamento, frustrazione e rabbia”.
L’obiettivo della campagna è quello di trasformare la rabbia in cose molto concrete. La prima, fanno sapere, “è costruire uno spazio di condivisione delle proprie biografie e dei propri bisogni che rivolti la debolezza di chi si affaccia al lavoro in una grande forza collettiva. Capace di spezzare il meccanismo dei ricatti e dello sfruttamento. Nel dettaglio la campagna si qualifica per un linguaggio e una strategia di comunicazione non ordinari. Gli unici possibili per parlare dell’ordinaria solitudine dei giovani che si affacciano al lavoro”.
Ma questo è soltanto un primo passaggio. La campagna, infatti, non intende fermarsi alla sola comunicazione. “Si farà rete e proposta – spiegano i giovani Cgil – per trasformarsi in azione collettiva e intervenire concretamente sui temi della vita quotidiana dei giovani: lavoro, welfare, conoscenza”.
Le prime proposte sono la rivendicazione di “un Paese a precarietà zero, contratti veri per tutti, stop all’abuso degli stage, sostegno al reddito per tutti i precari, green economy per rilanciare lo sviluppo del Paese”. Proposte che saranno al centro della manifestazione nazionale promossa dalla Cgil per il 27 novembre e dal titolo ‘Il futuro è dei giovani e del lavoro’.


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