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Eaton, caricati a Massa gli operai in corteo

Autore: . Data: giovedì, 18 novembre 2010Commenti (1)

Esiste ancora il diritto alla protesta sociale nel Paese delle veline, dei bunga bunga, e delle chiacchiere da corridoio che hanno sostituito il dibattito politico degno di tal nome? La domanda non sembra peregrina, a giudicare da quanto è successo ieri pomeriggio a Massa.

Questo giornale si è già occupato più volte della vicenda-Eaton, multinazionale metalmeccanica statunitense che ha sbattuto i suoi 350 dipendenti in cassintegrazione, due anni fa. Ebbene, ieri alcuni di quegli operai (accompagnati dal sindacato in un corteo di protesta verso l’autostrada) sono stati caricati dalle forze dell’ordine; tre di loro sono rimasti feriti, tra cui il segretario della Fiom-Cgil della città toscana.

Non stavano alzando la voce dei semplici cassintegrati, si potrebbe dire con sconsolato cinismo, di quelli che magari un giorno o l’altro potrebbero riprendere a lavorare se si realizzassero le ottimistiche previsioni del ministro Tremonti; la lotta ha riguardato qualche centinaio di padri di famiglia che non intendono aspettare in silenzio una lettera di licenziamento (già prevista per il 15 dicembre) avendo appreso l’altro ieri – alla fine del tavolo di confronto sulle loro sorti – che l’azienda ha confermato di non voler richiedere la cassintegrazione ‘in deroga’ al termine di quella ‘straordinaria’.

Dunque, giunti agli sgoccioli dei due anni di ammortizzazione sociale, il baratro della mobilità si avvicina paurosamente, nonostante l’impegno profuso dal sindacato e dalla Regione Toscana per trovare uno sbocco favorevole alla reindustrializzazione dell’area (osteggiata fin dall’inizio dalla multinazionale).

Non a caso, i dipendenti hanno da tempo occupato la fabbrica (InviatoSpeciale ne ha scritto nell’articolo leggibile qui) alla vigilia dell’avvio delle complesse trattative istituzionali per l’eventuale riutilizzo dell’area dello stabilimento (il nostro giornale se ne è occupato nel ‘pezzo’ visibile qui). Da qui la protesta in forme pacifiche ma dure, fino ai gravi fatti di ieri.

Un operaio e delegato sindacale Fiom-Cgil, Gioacchino Pitanti, è finito all’ospedale con un trauma cranico, il suo segretario provinciale ha preso una manganellata sulla schiena e altri due lavoratori sono rimasti contusi dopo un breve ma violento scontro con polizia e carabinieri. Vien da chiedersi se sia casuale che ad aver fatto le spese della brusca reazione poliziesca siano stati in primo luogo alcuni manifestanti piuttosto esposti nella battaglia contro i licenziamenti.

I fatti, va aggiunto, sono accaduti durante un corteo di oltre 200 persone, partito attorno alle 15 verso l’autostrada: alcune decine di metri prima dello spiazzo concordato da questura e sindacato per lo svolgimento del presidio, i manifestanti si sono trovati di fronte ad un cordone di 18 poliziotti e carabinieri.

Le immagini dell’emittente locale Antenna3, diffuse sul web ieri sera, testimoniano con chiarezza gli atti di violenza: mentre alcuni operai hanno valicato senza problemi un lato del cordone, dall’altro versante è partita la violenta carica. Le riprese immortalano l’accanimento mostrato da alcuni poliziotti su un manifestante già caduto a terra e, secondo alcune testimonianze, sotto i colpi dei manganelli sarebbero finiti anche alcuni funzionari della squadra Mobile che stavano scortando la testa del corteo.

Alle telecamere non è sfuggito neanche il successivo “chiarimento” tra la segretaria generale della Cgil massese, Patrizia Bernieri, e il prefetto di Massa Carrara, Giuseppe Merendino: ancora scossa per l’accaduto, la sindacalista ha chiesto con forza che siano identificati e puniti i responsabili, in seguito a fatti “indegni per la nostra Repubblica”. Dal canto suo, Merendino ha replicato con un certo imbarazzo e promettendo però l’accertamento dei fatti.

“Sono sorpreso – ha affermato in quelle ore il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi – per l’iniziativa improvvisa e inaspettata intrapresa dalla polizia, che non ha tenuto conto dell’esasperazione dei lavoratori, da due anni in cassa integrazione, che ieri si sono sentiti dire dai vertici dell’azienda che non ci saranno possibilità di utilizzare la cassa integrazione in deroga. A un colpo del genere è comprensibile reagire con una manifestazione”. Rossi ha poi telefonato al prefetto ed anche ai rappresentanti delle Rsu dell’azienda massese esprimendo la propria amarezza per l’accaduto.

Durissima la Fiom-Cgil locale, in una nota firmata dal responsabile regionale Mauro Fatiganti: ”La carica è avvenuta a freddo, è stata brutale, non a caso un delegato Fiom Eaton e il segretario della Fiom di Massa Carrara sono finiti in ospedale e ci sono stati anche altri contusi. Irresponsabile – ha denunciato Fatiganti – il funzionario che ha ordinato la carica. Mi domando e domando: è questa la nuova stagione di gestione dell’ordine pubblico?”.

La risposta sembra implicita nella presa di posizione di altri due esponenti della Cgil, il segretario confederale Nicola Nicolosi e il funzionario Fiom nazionale Augustin Breda, entrambi dell’area programmatica ‘Lavoro Società’: “Le gravissime cariche della polizia contro i lavoratori, i delegati sindacali della Eaton e i sindacalisti della Fiom-Cgil – hanno dichiarato in una nota congiunta – dimostrano che il protagonismo operaio disturba moltissimo. Quanto accaduto oggi a Massa esemplifica drammaticamente lo scontro tra capitale e lavoro: i lavoratori danno fastidio a chi sostiene contro ogni evidenza che nel Paese tutto funzionerebbe al meglio, che la crisi economica sarebbe ormai alle spalle. Non basta la cassintegrazione straordinaria – si legge ancora – alla quale i dipendenti Eaton sono costretti da due anni; non basta la spada di Damocle del loro licenziamento in tronco; non basta l’inaccettabile rifiuto della multinazionale a concedere la cassintegrazione in deroga. Oltre a tutto questo, ecco i manganelli, la repressione contro chi protesta a mani alzate per difendere il lavoro, la dignità, il salario messo pesantemente a rischio”.

Cgil, Cisl e Uil della provincia di Massa Carrara hanno proclamato per la giornata di oggi un’ora di sciopero generale provinciale, mentre sabato i lavoratori Eaton scenderanno di nuovo in piazza nella loro città: per continuare a far vivere pacificamente le loro ragioni e per combattere la desertificazione produttiva che avanza inesorabile. Mentre il Palazzo si allontana sempre di più, dopo aver trasformato in fatti di ordine pubblico i drammi delle persone in carne ed ossa.

Paolo Repetto

Nella foto, uno dei momenti della carica nei confronti dei lavoratori Eaton a Massa

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Commenti (1) »

  • Mauro ha detto:

    In un paese dove il parlamento legifera per proteggere persone inquisite e compromesse col malaffare e senza dignità alcuna si scatena la polizia contro delle persone oneste che reclamano un posto di lavoro e la dignità sociale.
    VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA!!!!

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