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E Carfagna sventola bandiera bianca

Autore: . Data: venerdì, 26 novembre 2010Commenti (0)

Come previsto il ministro sotterra l’ascia di guerra e resta al suo posto. La sceneggiata è finita e tonnellate di carta di giornale ed ore di dibattiti televisivi si sono rivelati per quello che erano davvero: spazzatura.

La famelica necessità dei media di scovare restroscena coi quali bombardare i cittadini ed i giochi e giochini politici degli seponenti dei partiti per la conquista di spazietti di potere personale hanno mostrato ancora una volta la loro vera essenza. Il ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, dopo i proclami bellicosi ha incontrato il suo benefattore Berlusconi, ottenuto qualche prebenda, riaffermato la propria fiducia profonda nel premier ed annunciato che si sposa.

“Ho avuto un lungo colloquio con il presidente Berlusconi – ha detto – che ringrazio per la sua disponibilità a comprendere i problemi. Quanto ai problemi con il Pdl, oggi vedrò i vertici del partito”, cioè Verdini, La Russa e Bondi.

La ex modella per Max e valletta televisiva cercava più spazio di manovra nel Pdl campano, in funzione anti Cosentino, ex sottosegretario all’Economia e alle Finanze, coordinatore regionale del Popolo della Libertà in quella regione e soprattutto indagato per concorso esterno in associazione camorristica. I magistrati napoletani avevano chiesto per lui l’arresto, negato dalla Camera, sostenendo che “Cosentino contribuiva con continuità e stabilità, sin dagli anni ’90, a rafforzare vertici e attività del gruppo camorrista che faceva capo alle famiglie Bidognetti e Schiavone, dal quale sodalizio riceveva puntuale sostegno elettorale [...] creando e co-gestendo monopoli d’impresa in attività controllate dalle famiglie mafiose, quali l’Eco4 spa, e nella quale Cosentino esercitava il reale potere direttivo e di gestione, consentendo lo stabile reimpiego dei proventi illeciti, sfruttando dette attività di impresa per scopi elettorali”.

Carfagna aveva sostenuto che per ‘rimanere’ nel partito era necessario affrontare “le questioni che ho posto”, cioè la questione del “termovalorizzatore di Salerno” e quella del partito “allo sbando”, che “rischia di esploderci in mano”, che “non deve essere uno strumento di potere a vantaggio di pochi capi locali che fanno il bello e il cattivo tempo, perché questo è l’andazzo”. Per il ministro il Pdl sarebbe “governato con sistemi dittatoriali. Ed è chiaro che su questo c’è stata una sottovalutazione, se non un avallo, a livello nazionale”. Quindi aveva aggiunto di sentirso “delegittimata” perché “ci sono altri che contano, perché sono donna e vorrei vedere cosa sarebbe accaduto se le stesse questioni le avesse sollevate un uomo”.

Non in pochi avevano pensato ad un suo interesse per una candidatura futura a sindaco di Napoli e guarda caso, in contemporanea con il ripensamento il suo ‘nemico’ Cosentino ha detto al Mattino:  “Sono pronto a sostenere la campagna elettorale di Mara Carfagna o di chiunque altro sarà candidato a sindaco di Napoli, come ho fatto con Caldoro e con i presidenti delle province”.

Per il ministro nel suo colloquio con lui “il presidente Berlusconi ha dimostrato con fatti concreti la sua grande fiducia nelle donne portandone ben cinque al governo”.

La notizia della ‘pace’ largamente annunciata è stata anche anticipata per tv, vecchia passione di Carfagna, che ieri mattina ha detto ad Antonello Piroso su La7 anche altro, ovvero che sposerà il suo fidanzato, il costruttore Marco Mezzaroma. “Ho già 34 anni e non vorrei diventare mamma tardi. Desidero minimo due figli” ha reso noto ed aggiunto: “Marco è più bravo di me con i bambini e desidera molto una femmina, perché è pigro e preferirebbe non essere costretto a giocarci a pallone”.

Si aspetta adesso la prossima lite di Palazzo.

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