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Berlusconi e suoi avversari: cercasi modello credibile

Autore: . Data: giovedì, 11 novembre 2010Commenti (0)

Le durissime polemiche in seno alla maggioranza di governo evidenziano che il Paese è giunto ad una svolta decisiva: si tratterebbe di cominciare a costruire un futuro politico che ritrovi la legalità, la coerenza e rispetti il modello giuridico che la Repubblica Italiana ha scelto con la promulgazione della sua Costituzione, il 1 gennaio del 1948.

Parole forti, certo, ma forse opportune. Considerando che l’Italia è una Repubblica parlamentare (che riconosce agli eletti dal popolo il potere di legiferare e al governo l’attuazione della politica esecutiva) ma da quasi vent’anni, con la nomina di Berlusconi a capo del governo e grazie alla sua forte personalità, i cittadini italiani hanno introiettato un modello giuridico e culturale leaderistico, poco rispettoso delle istanze proprie di un modello istituzionale ben più articolato e democratico. Questa degenerazione ha portato le opposizioni, alla vigilia di ogni appuntamento elettorale nazionale, ad individuare un’altra persona altrettanto carismatica come Berlusconi.

Questa visione ormai generalizzata, l’individuazione di un super eroe che assorba in se stesso tutto il cuore dell’organizzazione politica e diventi unico punto di riferimento nel bene o nel male non è corretta.

Nella ‘prima Repubblica’, va ricordato, si votavano partiti che si coalizzavano in virtù di affinità più o meno ‘ideologiche’ alla ricerca di una maggioranza in Parlamento, mentre la scelta del primo ministro era successiva, non determinata a priori. Questa è stata l’intuizione e la forza della nostra Costituzione, pur con i suoi numerosi limiti applicativi: il superamento dell’individuo, attraverso le idee e i programmi di una ‘cordata’ collettiva che si muoveva assemblata e strutturata. L’egemonia dell’unica personalità ha favorito invece una atomizzazione dei gruppi e quindi dei partiti, funzionale ad uno scontro diretto tra candidati alla presidenza del Consiglio, svilendo il ruolo del parlamento.

Berlusconi sembra ormai giunto al capolinea: il suo carisma è ormai appannato e infangato anche agli occhi di parte dei suoi sostenitori, che rischiano di non avere futuro se non prendono le distanze da un uomo che, più che goliardico, appare vizioso e inquietante sui giornali di tutta Europa. Altri uomini politici stanno faticosamente emergendo, ricalcando però anch’essi il paradigma culturale innescato in questi anni dal ‘leader assoluto’, da chi ha cercato di imporre nei fatti il modello presidenziale.

Al di là delle persone, servirebbe dunque un’operazione di rinascita culturale, per ridare il giusto valore ai concetti fondanti del dettato costituzionale. Affinché lo scontro elettorale si possa compiere sulle idee e sui programmi, vincolando le donne e gli uomini che vi aderiscono. In caso contrario, se continuerà il grottesco balletto delle persone alla ricerca di un posto al sole, difficilmente potremo immaginare una futura classe politica all’altezza della sfida straordinaria che abbiamo di fronte. Visto che ci sarebbero da affrontare gli effetti della drammatica crisi economica e sociale che ha investito da anni il Paese.

Donatella Petrino

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