Stati Uniti: un killer al Congresso
Si avvicinano le elezioni di middle term. Il presidente democratico è in difficoltà ed i repubblicani, pur senza una strategia politica chiara, potrebbero raccogliere un lusinghiero successo. Anche presentando un criminale di guerra nelle proprie liste.
Tra i candidati dei ‘Tea Party’ che scalda i motori per dare una dura spallata al primo inquilino nero della Casa Bianca c’è un un veterano dell’Iraq, accusato di aver ucciso civili inermi. Per una volta gli States fanno concorrenza all’Italia.
Il 15 aprile del 2004, Ilario Pantano, oggi un uomo di trentanove anni, era un tenente dei Marines. Con la sua squadra nei pressi di Falluja fermò due iracheni e si accorse che la loro macchina era piena di esplosivo. Il futuro parlamentare appena fu solo fece inginocchiare i due e senza indecisioni scaricò su di loro l’intero caricatore del suo fucile automatico M16. Poi, non soddisfatto, ricaricò l’arma e fece fuoco di nuovo. In tutto più di sessanta proiettili.
Infine si chinò e lasciò sui cadaveri crivellati un cartoncino con su scritto il motto del suo reparto: ‘Nessun migliore amico, nessun peggiore nemico”.
Il crimine fu sottoposto ad inchiesta, ma l’esito non fu simile a quelli ‘trasparenti’ che decretarono il successo della serie televisiva ‘Avvocati in divisa’. La Corte Marziale assolse il killer per insufficienza di prove, scagionandolo dall’accusa di omicidio plurimo e premeditato.
I giudici condivisero la versione del tutto improbabile del tenente, che sostenne di aver sparato perchè le sue due vittime non si erano fermate all’alt e stavano scappando. A nulla valsero le testimonianze di molti altri militari che dissero di aver trovato i due iracheni in ginocchio, straziati dai colpi. Alcuni dei quali erano stati diretti alla nuca.
Adesso il militare si presenta per il partito repubblicano nel settimo distretto della Nord Carolina, a Wilmington. Un collegio blindato, tanto che la sua elezione è considerata cosa fatta. Pantano sta ben attento a non parlare dei fatti avvenuti in Iraq e lo fa con la stessa determinazione con la quale imbracciava il mitra: “Sto correndo per un posto al Congresso. Non intendo certo difendermi da qualcosa che è accaduto oltre cinque anni fa”, ha risposto irritato ai giornalisti che seguono la sua campagna elettorale.
E il cartello con il motto? “Non ho bisogno di spiegare niente alla gente. Se le persone sono spaventate, beh posso dire che la guerra è spaventosa. Poi tutti i miei uomini sono tornati vivi e mi sono grati. Ed è questo l’importante”.
E chi manderà il killer a Washington? Il collegio che lo eleggerà e stato scelto per lui con cura. Votano i militari della base di ‘Camp Lejeune’, che ospita centinaia di soldati e le loro famiglie, supporter invincibili a favore di Pantano.
Per questo motivo anche il suo avversario democratico preferisce tacere sull’eccidio. Il solo a protestare è stato Will Breazeale, il candidato repubblicano battuto da Pantano alle primarie: “Anch’io sono un veterano dell’Iraq. Li ho arrestato tantissimi iracheni. Dal mio punto di vista Pantano non è un eroe di guerra”, ha dichiarato.


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