Napolitano e la strage degli incidenti sul lavoro
Il presidente della Repubblica ha affrontato la tragedia che colpisce decine di lavoratori. Un tema sul quale politica e mondo dell’impresa non si impegnano a sufficienza.
Ha ricordato ieri Giorgio Napolitano, in occasione della sessantesima giornata nazionale per le vittime sul lavoro: “Nel 2009 in Italia, ogni giorno, feste e domeniche comprese, tre persone sono morte mentre lavoravano. E nonostante il calo – frutto di formazione, vigilanza e prevenzione, ma forse anche del calo delle ore lavorate dovuto alla crisi economica – rimane una strage continua, troppo spesso silenziosa. E che spesso ha precise responsabilità.
Il presidente ha aggiunto: “Nonostante i progressi che hanno contribuito a contenere il grave fenomeno continuano purtroppo a registrarsi ogni giorno infortuni sul lavoro, troppo spesso mortali, anche a causa di inammissibili superficialità e gravi negligenze nel garantire la sicurezza dei lavoratori”.
L’associazione nazionale dei mutilati e invalidi sul lavoro ha chiesto ai partiti di impegnarsi con maggior vigore per contrastare la strage.
Il presidente Franco Bettoni ha dichiarato: “I numeri continuano ad essere impressionanti ed occorre sempre tenere alta la guardia intervenendo sul piano della vigilanza, della formazione e dell’informazione”.
Il vicepresidente del gruppo Pd al Senato, Vannino Chiti, ha polemizzato col governo. Il rappresentante dell’opposizione ha criticato la “controriforma” messa in atto del governo sul tema degli infortuni e l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, sempre del Pd, ha spiegato “Bene la semplificazione per le imprese, ma questo non deve tradursi con un abbassamento delle regole. E bisogna poi intensificare i controlli sui subappalti: il costo del lavoro deve essere considerato un costo incomprimibile”.
Ma per guadagnarsi lo stipendio non si muore solo per infortuni. Si fa sempre più preoccupante il fenomeno dei decessi per malattie professionali: sono state 886 nel 2009, spesso frutto di mancate tutele dei lavoratori nei decenni passati.
Qualcuno vorrà porre fine finalmente alla strage?


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