Napoli: il miracolo di Berlusconi è finito nella spazzatura
La discarica di Terzigno sta portando gli abitanti del centro campano all’esasperazione. Scontri ed incidenti, mentre il governo tace e l’opposizione sembra occuparsi di altro. Centinaia di cittadini lasciati soli.
Nella giornata di ieri nel comune in provincia di Napoli sono arrivate anche le cariche della polizia per allontanare i manifestanti che occupavano via Zabatta, nei pressi della rotonda che porta alla discarica. I cittadini avevano alzato una barricata di fuoco sulla salita, realizzata con suppellettili varie.
L’avvocato Lucio Pisacane, che abita in via Panoramica a Boscoreale, nei pressi zona investita dai tafferugli ha raccontato: “Stavamo occupando la rotonda quando quattro camionette della polizia sono giunte e hanno forzato il blocco stradale che avevamo messo su con cumuli di arbusti, legna e suppellettili. Ci siamo distesi a terra, sotto le camionette, ma siamo stati presi di forza e picchiati con i manganelli. Tra di noi c’è anche una donna incinta e un invalido. La donna è svenuta mentre l’invalido è in preda a una crisi. Ci hanno detto che dovevano raggiungere la discarica per dare il cambio ai colleghi e poi hanno reagito al blocco forzandolo con dei mezzi corazzati”.
Col crescere della tensione i ‘contestatori’ hanno realizzato blocchi stradali con cumuli di terreno alti circa un metro e mezzo, collocati sulle strade che conducono alla ‘Sari’. In altri punti della strada i manifestanti hanno sistemato auto messe di traverso sulla carreggiata, mentre sulla strada che collega San Giuseppe Vesuviano a Terzigno un camion, danneggiato nei giorni scorsi, è stato collocato in modo da impedire il passaggio di altri veicoli.
Tra gli ‘umani’ in lotta anche il “cane vulcanico”, come è stato soprannominato. Si tratta di un meticcio di piccola taglia e di colore bianco che, a quanto pare, non fa mancare il suo apporto quando nel Vesuviano la protesta prende corpo. È stato notato alla testa dei cortei in numerose occasioni e gli piace abbaiare unendosi alla voce di chi si oppone all’apertura del secondo invaso. Il randagio staziona sempre nelle vicinanze dei presidi e viene affettuosamente rifocillato dai manifestanti che, ormai, lo considerano la loro mascotte.
Rosa Iervolino, sindaco di Napoli, ha scritto una lettera al premier Berlusconi, ai sottosegretari Letta e Bertolaso, ai presidenti di Regione Campania e Provincia di Napoli, al generale Morelli, coordinatore dell’unità operativa per l’emergenza rifiuti e al prefetto del capoluogo campano.
Nella missiva si legge: “La gravissima situazione che negli ultimi giorni ha seriamente compromesso il regolare funzionamento del sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani nell’ambito cittadino e provinciale” è causata dall’impossibilità di servirsi della discarica di Terzigno e questo impedisce di smaltire notevoli quantità di rifiuti ora abbandonati per le strade di Napoli. “Tale quantità – ha aggiunto Jervolino – è giunta oggi(ieri per chi legge, ndr) a 520 tonnellate alle quali vanno aggiunte le 600 tonnellate contenute in 80 compattatori carichi di rifiuti che non hanno potuto essere conferiti”. “Si tratta di un grave rischio igienico e sanitario e di un pericolo per l’ordine pubblico – ha proseguito il sindaco – che richiedono l’immediato intervento delle autorità nazionali e locali”,
E la crisi della spazzatura ha cominciato ad interessare la stampa straniera. Il quotidiano spagnolo ‘El Pais’ ha pubblicato alcune fotografie dell’immondizia napoletana tornata in strada e la situazione sta preoccupando non poco `El Corte Ingles’, società impegnata in un programma di promozione delle aziende campane nella penisola iberica. I dirigenti spagnoli hanno chiesto delucidazioni sulla reale situazione rifiuti in Campania.
Quando finalmente il Palazzo si accorgerà di quello che sta accadendo? E quando sarà chiaro che il ‘miracolo’ di Berlusconi e Bertolaso aveva solo nascosto la polvere sotto il tappeto. Ed ora la realtà sta tracimando dalla discarica.


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