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La tv e la mercificazione dei bambini

Autore: . Data: venerdì, 22 ottobre 2010Commenti (0)

In barba ad ogni insegnamento pedagogico e psicologico, la televisione-killer uccide l’infanzia e mercifica i bambini. Vanno in onda abitualmente, su Canale 5 e su RaiUno, due spettacoli presentati rispettivamente da Jerry Scotti e Antonella Clerici, assolutamente identici nella scabrosità e nella oscenità.

I bambini, che una volta avevano il loro ‘zecchino d’oro’ con testi adeguati alla loro età e alla loro psicologia, si atteggiano a divi della canzone, interpretano l’ardore dell’amore carnale, la passione di un rapporto adulto, la disperazione dell’amore perduto e chi più ne ha più ne metta.

Con il loro corpicino, poi, si atteggiano a uomini e donne mature su cui gravano tutte le angosce della vita. Con gli occhi chiusi e completamente in ‘trance’, si improvvisano mattatori dello spettacolo più consumato, ripentendo all’infinito la retorica dell’amore, mi auguro solo come tormentone dialettico e non come esperienza personale. Ebbene, noi crediamo che questo sia uno scempio per l’infanzia rubata e per un divismo che corrode e deturpa questi giovanissimi, che di colpo si trasformano in cloni melodrammatici e fuori luogo.

La televisione ormai censura solo l’informazione intelligente e veritiera, mentre tutto quello che è spazzatura – innocuo e inoffensivo solo per la classe dirigente e per la politica – viene rigurgitato addosso ai telespettatori che inghiottono come bulimici queste nefandezze commerciali e perniciose.

Rimaniamo però anche basiti dai genitori che permettono queste esibizioni morbose ai loro figli e ne sono addirittura fieri. Come si fa a strappare un bimbo o una bimba dal suo mondo infantile e catapultarlo in un mondo di adulti che ne trasforma il comportamento e li rende adulti nei sentimenti più arditi, passionali e addirittura softcore?

Ormai il profitto più sfrenato non risparmia nessuno e se la televisione riproduce i cloni di artisti consumati, il mondo della moda infantile, soprattutto femminile,  ricalca lo stesso stile sensuale che indossa la donna adulta per esaltare le forme: si rimane infatti senza parole nel vedere i toppini per bimbe imbottiti nella zona seno…una vera volgarità e sconcezza.

Ormai i minori sono diventati tutti animali da palcoscenico, non c’è bimba o bimbo che non frequenti scuole di teatro gestite da sedicenti attori che non hanno frequentato neanche l’Accademia e che certamente non sanno nulla di psicotecnica, ma danneggiano solo queste povere creature accentuando in loro l’esibizionismo.

I veri maestri di teatro non esacerbano l’io ma si avvalgono della teatralità e della recitazione, solo per migliorare l’espressione, la dizione, la respirazione e la comunicativa dei bambini, soprattutto di quelli più timidi e introversi. Mai si sognerebbero di farli primeggiare assegnando loro ruoli da protagonisti, in quelle noiose e mediocri recite.

E così mentre si distrugge la scuola… le piccole donne crescono ‘veline’.

Donatella Petrino

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