cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » esteri, in evidenza, report, tu inviato
Regola la dimensione del carattere: A A

India, calvario-adozione per gli orfani di Preet Mandir

Autore: . Data: mercoledì, 13 ottobre 2010Commenti (0)

L’associazione ‘I Bambini dell’Arcobaleno’ da oltre 15 anni si occupa di adozioni internazionali soprattutto con la Russia, la Bulgaria e l’India. E in quest’ultimo anno stiamo affrontando un delicatissimo problema con l’adozione di 8 bambini indiani provenienti dall’istituto Preet Mandir di Pune.

Preet Mandir è un istituto indiano che da oltre 30 anni opera adozioni internazionali con quasi tutti i Paesi europei, gli Stati Uniti, il Canada e il Sudafrica.

Preet Mandir è certamente l’orfanotrofio che compie il maggior numero di adozioni nazionali e internazionali in India ed è purtroppo anche il più discusso a seguito di numerose denuncie da parte di Ong internazionali e da indagini da parte della polizia investigativa, il Cbi. Fino ad un anno fa comunque Preet Mandir è sempre riuscito a dimostrare la propria estraneità dalle accuse che gli venivano rivolte tanto da aver sempre ottenuto il rinnovo della licenza alle adozioni da parte dalla competente autorità governativa sulle adozione: il Cara.

Già ad ottobre del 2009 era chiaro a tutte le agenzie internazionali che operavano con Preet Mandir che qualche cosa non funzionasse più bene con questo istituto in quanto il Cara rilasciava con tempi molto lunghi il Noc (un documento di nulla osta fondamentale nell’adozione indiana) fino ad arrivare al blocco definitivo da febbraio 2010 senza dare alcun comunicato ufficiale.

A febbraio di quest’anno sono andato personalmente a Delhi presso gli uffici del Cara per capire direttamente cosa stesse accadendo. Mi è stato detto dal direttore Anu J. Singh di non preoccuparmi e che mi avrebbe relazionato lo stato di ciascuna pratica. Ad oggi dopo molti solleciti nessuna relazione è mai arrivata alla mia sede.

A maggio di quest’anno ho scoperto addirittura che la signora Singh si è fatta beffa di me in quell’incontro poiché ha sospeso la licenza a Preet Mandir retrodatandone l’efficacia proprio a febbraio. Da maggio i problemi di Preet Mandir hanno iniziato ad essere manifesti: il Cbi ha cominciato ad indagare ufficialmente, la stampa indiana ne ha parlato costantemente, il Cara ha informato le agenzie di tutto il mondo. Ma degli oltre 170 bambini di Pune non se ne occupa più nessuno.

8 agosto 2010: il direttore di Preet Mandir, Joginder Singh Bhasin, è stato arrestato. Una settimana dopo Bhasin si è dimesso a favore di un nuovo direttore in cambio della libertà condizionata e all’allontanamento da ogni carica e attività con Preet Mandir.

E i bambini? Sempre in istituto con le relative famiglie che li stanno ad aspettare spesso ignare dell’accaduto altre volte totalmente ignorate dalle istituzioni indiane.

Ho deciso allora di muovermi in due direzioni: ingaggiando un avvocato indiano per iniziare a capire come sbloccare la situazione dei bambini ed aprendo un blog per informare le famiglie di tutto il mondo coinvolte in questo caso.

Il blog ha avuto un immediato successo. Decine di famiglie da tutto il mondo mi hanno scritto chiedendomi notizie, chiedendomi cosa fare ed esprimendomi la sofferenza per quanto accaduto e la solitudine in cui si trovano a vivere tutto questo. La mia associazione a questo punto ha informato la Commissione Adozioni Internazionali, la Cai. Risultato? Solo un augurio di aver successo.

L’avvocato da me ingaggiato ha intanto già raccolto il mandato di una famiglia sudafricana coinvolta in Preet Mandir. Dopo diverse udienze presso l’Alta Corte, finalmente ai primi di settembre è parso che il Cara fosse finalmente disponibile a rilasciare i Noc dei bambini la cui documentazione era stata presentata prima della sospensione della licenza. Si tratta di un totale di 18 bambini di cui 8 della mia associazione. Ma a metà settembre è cambiato il banco giudicante della Corte, che ha deciso di rinviare una decisione sulle cause di Preet Mandir a fine dicembre 2010.

Lo sconforto è stato immenso e le speranze di riuscire ad abbracciare questi bambini si sono fatte flebili. Così ho raccolto a rapporto tutte le famiglie della mia associazione, decidendo di scrivere alla Corte Suprema di Bombay e ai media indiani. Altre famiglie italiane non della mia associazione mi hanno chiesto di aggregarsi e di potersi rendere utili.

Non è facile: il campanilismo italiano logora anche le Onlus e infatti ho ricevuto subito una lettera da parte di ‘Amici di don Bosco’ indirizzata alla Cai, con la quale si esprime disapprovazione della mia chiamata ad un’azione legale di ‘class action’ in India.

Mi sono visto costretto a creare un blog solo per utenti invitati e a dover seguire un’azione legale come singola associazione. Poco importa. La mia lettera alla Corte Suprema ha colpito il presidente che ha deciso di diffonderla al banco giudicante e agli avvocati coinvolti nel caso. Il presidente ha convocato il mio giovane avvocato, la signora Shireen Merchant, per ascoltare la voce delle famiglie che stanno aspettando questi bambini. L’udienza di fine dicembre è stata anticipata al 7 ottobre. Il giorno successivo la Corte Suprema ha guidato il Cara alla soluzione giuridica che le permette di riesaminare tutti i documenti dei 18 bambini per poter rilasciare i Noc entro ottobre.

L’avvocato dei ‘Bambini dell’Arcobaleno’ ha ottenuto un risultato importante per tutti i bambini, non solo per quelli dell’associazione da lei rappresentata. Ha svolto in queste settimane un lavoro encomiabile che è andato ben al di là dei suoi doveri professionali.

Ma quanto ottenuto non è ancora sufficiente: la strada per abbracciare i nostri bambini è ancora lunga e all’orizzonte vi sono già delle nuvole grigie. Le Ong non hanno ben accolto la decisione della Corte e minacciano ulteriori azioni legali.

Grazie al prezioso aiuto di una coppia, non della mia associazione, domenica 10 ottobre il quotidiano ‘Avvenire’ si è occupato per la prima volta di questo caso. Una iniziativa a favore dei bambini di Preet Mandir è partita su Facebook, attraverso il gruppo ‘I bambini di Preet Mandir (India) – adozioni in pericolo’. In pochi gironi questo gruppo ha raccolto oltre 500 contatti compresa l’importante adesione del senatore Carlo Giovanardi, presidente della Cai.

Plaudo a Giovanardi per questo gesto di solidarietà, ma da vicepresidente de ‘I Bambini dell’Arcobaleno’ non mi basta questa solidarietà. Mai in questi mesi di solitudine e immensa sofferenza la Cai ha convocato le 3 associazioni italiane coinvolte in questa vicenda. La solidarietà su Facebook non può essere l’unico gesto di chi è a capo dell’istituzione che si occupa di adozioni.

Continuerò in ogni modo la mia battaglia per i bambini di Preet Mandir perché anch’io sto aspettando una bambina di 5 anni da quell’istituto, perché ho visto e abbracciato tutti questi bambini lo scorso febbraio e non mi è più possibile restare indifferente al loro diritto ad una famiglia.

Massimo Zanzo
Vice presidente dell’associazione ‘I Bambini dell’Arcobaleno Onlus’

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Lascia un commento

Usa il modulo sottostante per commentare. Se sei già registrato, effettua il log-in. Puoi anche abbonarti ai commenti di questo articolo via RSS.

Tag HTML consentiti:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008