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I magistrati reagiscono agli attacchi di Berlusconi

Autore: . Data: martedì, 5 ottobre 2010Commenti (1)

Il presidente dell’Anm contesta le ultime dichiarazioni del premier: “Mettere in discussione, in maniera così violenta, un’istituzione, rischia di sovvertire gli equilibri”.

Luca Palamara,  presidente dell’Associazione nazionale magistrati, ha commentato le ultime invettive che il Cavaliere ha lanciato contro i giudici domenica scorsa durante un discorso alla festa del Pdl di Milano.

Ha detto il magistrato: “E’ una situazione che si trascina dal 1992, cioè dall’inizio di Tangentopoli, ma negli ultimi tempi ha raggiunto livelli mai visti:ogni inchiesta giudiziaria viene strumentalizzata”.

“Assistiamo a invettive e insulti”, ha insistito Palamara ed ha aggiunto: “Questa aggressione continua non è più solo un problema della magistratura, ma di tutte le istituzioni”.

Il presidente dell’Anm ha sottolineato la “gravità” dell’accusa di associazione per delinquere rivolta ai magistrati dal premier e ha biasimato lo “stillicidio” degli attacchi continui.

Palamara ha reso noto che “il 10 per cento dei magistrati in servizio viene sottoposto a procedimento disciplinare e il 3 viene condannato a sanzioni disciplinari”, negando le affermazioni del presidente del Consiglio e ricordando che la magistratura è “una corporazione che vuole assolvere tutto”.

Per il rappresentante dei giudici “mettere in maniera così violenta in discussione una funzione dello Stato rischia veramente di sovvertire quelli che sono gli equilibri”. “ogni inchiesta della magistratura viene strumentalizzata – insistito Palamara – si attribuisce un colore ad ogni inchiesta: non vorrei che si dimenticasse il ruolo fondamentale che la la funzione giudiziaria ha in uno stato democratico”.

Quindi il giudice ha proseguito: “Ogni giorno noi processiamo rapinatori, pedofili, stupratori, ogni giorno nei tribunali civili si decide a chi affidare un bambino o a chi riconoscere o meno un diritto di proprietà”.

L’obiettivo di Berlusconi e del centro destra, secondo il presidente dell’Anm, ha lo scopo di avere “una magistratura docile che non disturbi il manovratore”.

“ll diritto di esprimere opinioni e di avere idee deve essere garantito a chiunque, quindi anche a un magistrato” ha detto Palamara, mentre “oggi si mette in discussione che un magistrato possa sollevare una legge di fronte alla Corte Costituzionale. Non possiamo limitare o impedire il diritto di esprimere opinioni».

A testimoniare gli orientamenti della maggioranza ci ha pensato Luigi Vitali, componente della consulta giustizia del Pdl.

Per il parlamentare “l’annuncio di una commissione di inchiesta sui magistrati, come viene definita, è il mezzo per sollevare un problema in Italia che rischia di far saltare le regole democratiche e l’autonomia dei poteri”.

Secondo Vitali “l’Anm e più in generale tanti ben pensanti, farebbero meglio a riconoscere che soprattutto nei confronti di Berlusconi dal ’94 ad oggi c’è stata una vera e propria persecuzione giudiziaria che ha visto il sistema inquirente impegnato in centinaia di perquisizioni, decine di processi, innumerevoli udienze, perizie e quant’altro, concluse sino ad oggi con il riconoscimento dell’estraneità del premier dalle accuse mosse. Nessuno vuole attentare all’indipendenza dei giudici – ha aggiunto -, ma quale credibilità può avere una magistratura che consente a suoi autorevoli esponenti di andare in televisione ad attaccare a testa bassa il governo, o permette ancora ad altri componenti di costruire carriere politiche strumentalizzando le proprie inchieste giudiziarie?”.

L’esponente del Pdl ha dimenticato che negli anni numerosi procedimenti penali contro il premier si sono ‘estinti’ perchè alcuni reati sono stati ‘soppressi’ con leggi dette ‘ad personam’ ed altri si sono conclusi per ‘prescrizione’, nonostante l’accertamento dei reati compiuti.

Ed oggi la stessa prosecuzione della legislatura è condizionata dalla volontà di Berlusconi di varare l’ennesimo provvedimento per salvarsi da un processo.

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Commenti (1) »

  • antonimo ha detto:

    E’ ormai evidente che Berlusconi vorrebbe una magistratura alle dipendenze dell’esecutivo, ovvero l’esatto contrario di quanto va dichiarando quando parla di magistratura politicizzata che, a suo dire, lo perseguiterebbe. Il ribaltamento esatto della verità, come fa Capezzone quando parla del lupo e dell’agnello, solo che è veramente difficile vedere l’agnello in Belusconi, concordemente assimilato ad un caimano.

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