cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

Don Manganiello: il prete anticamorra lascia Napoli

Autore: . Data: lunedì, 11 ottobre 2010Commenti (0)

Il sacerdote, da anni in prima linea contro il crimine organizzato, ‘trasferito’ a Roma nonostante le proteste. Centinaia di persone alla sua ultima messa.

L’ultima funzione religiosa tenuta da don Aniello Manganiello ha visto la presenza di almeno mille fedeli per nulla contenti del suo allontanamento dal capoluogo campano.

Il prete anticamorra va via suo malgrado e dopo sedici anni di duro contrasto alla camorra, che è arrivata a minacciarlo di morte.

Da questa settimana il religioso vivrà a Roma dove è stato trasferito per ricoprire l’incarico di vicario parrocchiale nella chiesa di San Giuseppe, al quartiere Trionfale.

L’Opera don Guanella ha deciso di spostare don Manganiello per motivi di “avvicendamento”, ma contro questa scelta si erano espressi nei mesi scorsi non solo i suoi parrocchiani, ma anche personaggi pubblici di tutti gli schieramenti politici.

Ieri almeno un migliaio di cittadini hanno riempito la chiesa di Santa Maria della Provvidenza al Rione don Guanella sia per la funzione delle 10 dedicata ai bimbi, sia per quella delle 11.30 riservata al resto della comunità.

Molti piangevano e lo stesso sacerdote si è commosso.

In una lettera aperta, distribuita ai parrocchiani e letta durante l’omelia, don  Manganiello ha voluto lasciare quasi un testamento spirituale ed ha lanciato l’ultimo duro j’accuse nei confronti delle istituzioni e della Chiesa, che lo avrebbero spesso lasciato solo nelle sue battaglie.

La lettura del documento è stata più volte interrotta dagli applausi e dalle grida di chi lo implorava di non lasciare Napoli.

Ha detto il prete: “Una grande commozione che stempera la mia sofferenza. Mi sento violentato psicologicamente per un trasferimento che mi impedisce di proseguire un percorso. Come ho già detto obbedisco con la ragione, ma non con il cuore”.

Durante l’omelia don Aniello ha esortato la Chiesa ad essere più severa nei confronti della criminalità con prese di posizione più dure: “Specie nell’amministrazione dei sacramenti – ha detto – c’è una certa superficialità. I sacramenti non si buttano via. Gesù disse di non dare perle ai porci”.

Quindi il sacerdote contro la camorra ha ricordato la figura del martire della dittatura cilena, il vescovo Oscar Romero: “Anch’io come lui sono stato minacciato ed emarginato per essermi schierato dalla parte dei più poveri”.

Tra i parrocchiani qualcuno ha esposto dei cartelloni critici nei confronti della Chiesa partenopea. ‘Signore perdona la Chiesa per quello che ha fatto’, c’era scritto su uno di questi.

Su di un cartellone preparato dai bimbi dell’Opera Don Guanella si leggeva: “Don Aniello santo subito”.

Alla fine dell’ultima messa a Napoli i fedeli hanno applaudito per molti minuti e la maggior parte di loto ha fatto molta fatica nell’abbandonare la chiesa.

Qualcuno ha fatto esplodere dei fuochi d’artificio. “Sono stati i miei bambini – ha spiegato don Aniello – mi hanno voluto festeggiare così”.

Ma davvero quello del prete anticamorra era un “avvicendamento” obbligatorio?

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008