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Cremaschi: “Cisl e Uil? Non fanno più i sindacati”

Autore: . Data: giovedì, 21 ottobre 2010Commenti (0)

Giovedì sera della scorsa settimana, a poco più di 24 ore dalla manifestazione della Fiom di Roma, Giorgio Cremaschi, uno dei leader dei metalmeccanici della Cgil, ha partecipato ad una iniziativa organizzata da  Rifondazione comunista a Monteprandone, una cittadina in provincia di Ascoli Piceno. Tema dell’incontro: “Il Lavoro è un Bene Comune”.

La discussione ha affrontato argomenti importanti in questa fase della vita nazionale ed in particolare i problemi legati al lavoro.

“Anche se c’è rassegnazione – ha detto Cremaschi – esiste una parte del Paese che sta alzando la testa. E il 16 ottobre rappresenta una data importante per quanti credono che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e non sul suo sfruttamento. Nel nostro Paese, infatti, non c’è solo un attacco ai lavoratori e alla Fiom, ma ai cardini della democrazia stessa, ai primi 11 articoli della Costituzione e alla dignità delle persone. L’idea generalizzata è quella di avere toccato il fondo, nella scuola, nella sanità, nell’intera vita quotidiana. Per questo la nostra mobilitazione non intende semplicemente essere il punto d’arrivo di una vertenza sindacale, ma un inizio per fermare la deriva che in 30 anni ha sgretolato lentamente diritti e libertà faticosamente conquistate”.

L’esponente sindacale, con un linguaggio d’altri tempi, ha aggiunto: “Sono i padroni oggi a fare la nuova lotta di classe. Ci suonano nelle orecchie la stessa musica da 30 anni: il mercato, l’impresa, la globalizzazione. E intanto i ricchi stanno diventando sempre più ricchi, tengono le redini delle nostre vite e vogliono convincerci che stanno lavorando per noi e se ci lamentiamo siamo irriconoscenti. Quello che propone Sergio Marchionne, amministratore delegato delle Fiat, non è semplicemente un contratto sindacale, ma un nuovo modello di società, che evoca il modello servile ottocentesco in cui i baroni dettavano unilateralmente le condizioni e i lavoratori obbedivano. In perfetta coerenza rispetto a tale disegno, il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, attacca l’articolo 41 della Costituzione, bollandolo quasi come comunista, quello che garantisce cioè la libertà d’impresa nel rispetto però dell’utilità sociale, della libertà e della dignità umana”.

In occasione della riunione di Montepradone InviatoSpeciale ha realizzato un’intervista con Cremaschi nella quale il sindacalista, dal 2005 tra i protagonisti dell’area interna alla Cgil ‘Rete 28 aprile’, ha spiegato il suo pensiero sui motivi che hanno generato la attuale crisi dell’unità tra le diverse organizzazioni confederali dei lavoratori.

L’esponente della Cgil, attualmente membro della Segreteria nazionale della Fiom, considerato un ‘radicale’, nel 2007, insieme a Marco Revelli, Gino Strada, Noam Chomsky, Ken Loach ed altri, fu tra i firmatari di un appello di solidarietà nei confronti del senatore del Prc (oggi passato in Sinistra Critica) Franco Turigliatto, contrario al rifinanziamento delle missioni internazionali italiane ed in seguito tra i protagonisti di un voto di sfiducia al governo Prodi che produsse la caduta dell’esecutivo di centro sinistra e, dopo le successive elezioni anticipate del 14 aprile del 2008, la formazione del IV governo Berlusconi.

Davide Falcioni – Ermelinda Coccia

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