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Arriva Berlusconi a Napoli e tornano i miracoli immaginari

Autore: . Data: venerdì, 29 ottobre 2010Commenti (1)

Il presidente del Consiglio non ha dubbi: “Tre giorni per pulire Napoli”. Le cose sono più complicate, ma la strategia dell’annuncio è l’unica in grado di nascondere una situazione ormai del tutto fuori controllo.

Silvio Berlusconi ieri è andato a visitare il termovalorizzatore di Acerra, trasformato dalla propaganda governativa in una specie di impianto megagalattico unico al mondo, e poi insieme al sottosegretario Guido Bertolaso, al governatore Stefano Caldoro ha spiegato agli italiani che “Napoli sarà pulita entro tre giorni”. Poi ha aggiunto: “Abbiamo individuato nel Salernitano un nuovo sito. A Cava Sari andranno solo i rifiuti del Vesuviano mentre Cava Vitiello è congelata a tempo indeterminato”.

Il premier ha dato per scontato che l’accordo rifiutato dai sindaci dell’area sarà firmato: “Fra 10 giorni vedrò i primi cittadini e sono convinto che alla luce delle novità accetteranno la proposta”.

L’assessore all’Igiene del Comune di Napoli, Paolo Giacomelli, però è di parere diverso. “Siamo pronti a raccogliere la spazzatura anche se, con i camion quasi tutti pieni e i siti di conferimento praticamente inaccessibili o poco ricettivi, difficilmente potremo proseguire nell’attività di recupero dei rifiuti ancora in strada”, ha detto ed ha aggiunto di ritenere “di estrema criticità” la situazione in cui versa la sua città.

Per Giacomelli si deve prima ottenere la disponibilità dei siti di conferimento per scaricare camion e avere più mezzi a disposizione per proseguire nell’attività di recupero avviata qualche giorno fa. “Nella notte abbiamo potuto depositare solo 550 tonnellate a Chiaiano e nessun camion è riuscito a scaricare il proprio carico a ‘Taverna del Re’ nel comune di Giugliano, a causa delle proteste”, ha reso noto l’assessore. “Senza considerare, poi, che negli stir di Giugliano e Tufino oggi sono giunte solo poche tonnellate di spazzatura” ha sottolineato. “Noi, ovviamente, continuiamo a chiedere a Regione e Provincia siti dove conferire”, ma “se non riusciremo a conferire la situazione finirà sull’orlo del collasso”.

Perplesso anche il vescovo di Acerra, Salvatore Giovanni Rinaldi, che ha definito la visita del premier al termovalorizzatore “un’operazione di immagine”. Per lalto prelato l’impianto “è stato inaugurato un anno fa e non ha risolto l’emergenza rifiuti. È sotto gli occhi di tutti che siamo punto e a capo. Non è corretto dire ‘l’emergenza è tornata’, perchè l’emergenza non è mai finita”.

Monsignor Rinaldi ha ribadito “l’inceneritore ha funzionato in maniera irregolare. La relazione della commissione di collaudo ha evidenziato che il cdr che avrebbe dovuto essere smaltito nell’impianto non era di qualità: le cosiddette ‘ecoballe’ erano tutte balle e niente eco – ha ironizzato il vescovo – Qui ad Acerra non stiamo tranquilli perchè quell’impianto non ci dà sicurezza: ci avevano promesso il disinquinamento ambientale, ma non è mai stato fatto, nè al territorio è arrivata nessuna agevolazione”. “Chiediamo che venga istituito un osservatorio terzo, indipendente dallo Stato, fatto di docenti universitari ed esperti, che monitorino l’attività dell’impianto e i problemi ambientali – ha proposto il vescovo – Solo così sarà possibile creare un clima di fiducia nella popolazione. Fin quando, oltre a discariche e inceneritori, non si cercheranno strade alternative, chiudendo il ciclo dei rifiuti, l’emergenza non finirà”.

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