A Roma la notte dei senza fissa dimora
Una notte all’addiaccio, con soli sacchi a pelo, alla quale sono stati invitati tutti i cittadini, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della povertà e sollecitare il Comune ad approntare misure di assistenza più pronte ed efficaci, specialmente ora che si avvicina l’inverno: è la notte dei senza fissa dimora di Roma, domenica scorsa a piazzale dell’Immacolata, nel popolare quartiere San Lorenzo.
“Ogni anno invitiamo i cittadini a dormire in strada in segno di protesta – ha sottolineato il coordinatore dell’iniziativa, Girolamo Grammatico – ma non si è trattato di un ‘aiuto’ ai senza dimora, perché non speriamo di salvare delle vite ma di dare una testimonianza forte ai cittadini, scuotere le coscienze e ribaltare i pregiudizi. Siamo stati con loro tutta la notte, anche se ha fatto freddo e il giorno dopo siamo andati a lavorare. E’ stata la nostra testimonianza per rimarcare la difficoltà della situazione”.
Ma il tema dell’iniziativa è andato oltre il dramma dei senza fissa dimora. Con questa iniziativa gli organizzatori hanno inteso mettere in risalto la crescente povertà italiana. “Il Paese – ha aggiunto Grammatico – sta andando verso un graduale e costante impoverimento, le statistiche riferiscono di un aumento della povertà assoluta e relativa: l’edilizia popolare nel nostro Paese è bassa, attorno al 4%, mentre altri Paesi come l’Olanda raggiungono il 36% e la media europea si attesta al 24%”.
Chiaro che in questo quadro il lavoro, pur egregio, delle associazioni non è sufficiente e serve una presa di coscienza delle istituzioni, una volontà ad investire risorse a favore degli strati più deboli della popolazione: “Bisogna lavorare per trovare casa, lavoro e ridare dignità a queste persone – hanno continuato gli organizzatori – tenendo conto che la prima causa che porta la gente in strada è proprio determinata dalla perdita dell’occupazione”. Perciò “occuparsi della realtà dei senza fissa dimora significa occuparsi del benessere di tutti e ci consente di evitare che questo problema si diffonda sempre di più”.
Ben venga, quindi, il sostegno che il III Municipio di Roma ha deciso di dare. “Questa giornata è stata importante per diffondere una maggiore consapevolezza tra la gente – ha spiegato il presidente del municipio Dario Marcucci – perché non è ammissibile che prevalga un sentimento di fastidio rispetto a certi fenomeni di degrado sociale: viviamo una condizione civile vergognosa, ed è responsabilità anche dei cittadini che con la loro scarsa coscienza danno credito a chi li rappresenta”. Parole pesanti, forse rivolte all’amministrazione comunale capitolina che nulla di concreto sta facendo, ad esempio, per incrementare l’edilizia popolare della città.
Va infine ricordato che la notte dei senza fissa dimora è stata preceduta, sabato, dal convegno “Non è solo un tetto”, organizzato all’interno dell’antico ospedale San Gallicano. Durante l’evento è stato presentato anche ‘Wheelly’, un prototipo di rifugio mobile per i senza fissa dimora realizzato dagli architetti di Zo_ loft. Ed è stato pensato anche un pacchetto ‘turistico’ per chi viene da fuori città, chiamato “Week end out- we can sleep”: aderendo si potrà dormire all’interno della struttura ‘Opere Antoniane’.
Davide Falcioni


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