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Prodi: Cina ed India presto leader mondiali

Autore: . Data: lunedì, 6 settembre 2010Commenti (0)

L’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha richiamato l’attenzione sui profondi mutamenti che stanno interessando l’economia mondiale.

Ha detto il Professore: “Ben prima della metà del secolo, la Cina e l’India supereranno non solo il Giappone ma anche gli Stati Uniti”.

Prodi ha definito il cambiamento “inevitabile”, anche a causa dell’enorme costo della politica estera degli Stati Uniti.

“Più di centomila soldati in Afghanistan ancora più in passato in Iraq e basi militari in tutto il mondo – ha sostenuto l’ex leader dell’Ulivo  – hanno contribuito a produrre un deficit nel bilancio federale (degli Usa, ndr) che è potuto durare fino ad ora solo perchè i cinesi sono, negli ultimi anni, diventati i grandi acquirenti del debito pubblico americano”.

Secondo Prodi, il ‘soft power’ americano, cioè la capacità di ottenere i risultati voluti attraverso la forza dell’ attrazione e non della coercizione “si sta rapidamente esaurendo”, con il risultato che “i governi dei nuovi protagonisti dell’economia mondiale stanno assumendo il ruolo che era in precedenza un’esclusiva dei Paesi occidentali”.

“Tuttavia – ha aggiunto Prodi – non vi è nessuna ragione per credere che la crescita del nuovo mondo metta necessariamente a rischio la nostra prosperità”. In uno scenario simile, “le prospettive e le occasioni di sviluppo – ha proseguito l’ex premier – si moltiplicheranno, come la crescita delle esportazioni germaniche in Asia sta dimostrando”.

Se da una parte le previsioni di Prodi sono condivise da gran parte degli osservatori internazionali, da un’altra la situazione italiana mostra serie difficoltà nella capacità di affrontare i nuovi scenari.

Le imprese nazionali non hanno il sufficiente tasso di capacità innovativa per reggere lo scontro con i Paesi emergenti, mentre le classi dirigenti e quella politica in particolare, non sembrano affatto idonee a guidare l’Italia sul cammino della ripresa e della competizione sui mercati globali.

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