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Movimento consumatori contro Gelmini

Autore: . Data: martedì, 14 settembre 2010Commenti (0)

L’associazione attacca il ministro dei tagli ed il governo. Intanto la ‘sperimentazione’ dell’I-Pad in un liceo di Bergamo salta per…assenza di connessione.

Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento consumatori, ha detto ieri: “Il primo giorno di scuola per otto milioni di studenti è un rientro difficile, per i tagli e per le polemiche dei precari, degli alunni, del corpo docente. E mentre tutti protestano, il ministro Gelmini definisce l’inizio di questo anno scolastico una giornata storica e chiede agli insegnanti di raccogliere la sfida…”.

Poi il presidente ha aggiunto: “Le sfide si raccolgono quando ci sono le basi e gli strumenti per poterlo fare, non aspettandosi i miracoli dagli altri. È il governo a dover svolgere il proprio ruolo: garantire il diritto all’istruzione ai cittadini”.

Miozzi ha spiegato che con la “Spesa bassa, professori poco retribuiti, elevato numero di abbandoni. L’Italia è bocciata in molti degli indicatori dell’ultimo rapporto dell’Ocse sull’istruzione. Inoltre, mentre i precari che quest’anno non avranno una cattedra sono arrivati allo sciopero della fame, il ministro Gelmini annuncia che in sei-sette anni 220 mila precari verranno riassorbiti”.

“E nel frattempo? – ha continuato il rappresentante dei consumatori – cosa rispondere alle famiglie dei docenti che ora sono senza un posto di lavoro. Come rispondere alla mancanza di risorse che ha comportato tagli al corpo insegnante e alle attività scolastiche. Sa rispondere il Ministero al problema della sicurezza delle scuole, ai costi sempre più elevati dei libri di testo e a tutte quelle problematiche che rendono difficile alle famiglie mandare a scuola i propri figli?. Il diritto all’istruzione è uno dei cardini di un Paese civile. Un diritto per i cittadini e soprattutto un dovere per chi governa. Al di là di dati esibiti confortanti, ma che non servono a nessuno, e al di là di previsioni ottimistiche per il futuro che, purtroppo, non pagano i conti di oggi”.

A rendere paradossale lo stato di confusione che regna ormai nella scuola italiana un episodio avvenuto a Bergamo. Al liceo scientifico Lussana gli alunni della 4L, per primi in Italia, avrebbero dovuto iniziare le lezioni utilizzando i-Pad ed eBooks al posto dei tradizionali libri e quaderni.

Ma al momento della connessione ci si è accorti che non era stato predisposto il collegamento wireless e tutto è stato rinviato.

La sperimentazione, unica nel suo genere, era stata presentata a studenti e genitori alcuni giorni fa e sarebbe dovuta partire con il suono della prima campanella. Ma al loro arrivo in classe, docenti e ragazzi hanno dovuto constatare che non è ancora stato predisposto il collegamento indispensabile per connetterli alla rete.

L’intoppo tecnico ha dunque costretto i ragazzi a riaprire i quaderni e a riporre i computer sotto il banco. Il preside ha già fatto sapere che i problemi saranno risolti nel giro di pochi giorni e che il progetto promosso da una docente dell’istituto e supportato dall’ufficio scolastico regionale, partirà senz’altro prima della fine di settembre.

La scuola italiana ormai è sempre più simile ad un girone dantesco.

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