Misteri, scandali, stragi e informazione
Dossier, servizi segreti, governanti sospettati di collusione col crimine organizzato, corruzione, mercatini dei voti, trasformismi: il Belpaese è morto. I media sono complici e la società civile è tramortita. E domani non sarà un altro giorno.
Da molti anni l’Italia è la patria dei misteri. Ci chiede ancora quale sia la verità sulla morte di Salvatore Giuliano o su quelle di Enrico Mattei, Roberto Calvi, Pier Paolo Pasolini, Mino Pecorelli e persino sull’infarto improvviso che uccise un Papa, Giovanni Paolo I. Nulla o quasi si è capito delle trame golpiste degli anni ’60, delle stragi da Milano a Brescia, dell’aereo Itavia precipitato ad Ustica, della P2 di Licio Gelli, degli scandali del Banco Ambrosiano o dei pasticci dell’Istituto per le Opere di Religione (IOR), la banca del Vaticano, guidata da monsignor Marcinkus.
Persino i ‘grandi’ omicidi sono rimasti avvolti dalle nebbie dividendo i cittadini in tifoserie contrapposte, perchè gli esiti dei processi sono stati spesso opachi: dal ‘caso Montesi’ fino al procedimento giudiziario che sta coinvolgendo Amanda Knox e Raffaele Sollecito i dubbi sulla obiettività delle sentenze superano di gran lunga le certezze sui veri colpevoli dei delitti. E poi Falcone e Borsellino, i processi di mafia, i boss, i politici coinvolti o collusi, i veri killer. I rebus da risolvere sono centinaia.
In questo confuso ed ambiguo scenario, la stampa italiana non ha mai svolto un ruolo particolarmente importante. Qualche volta in anni lontani alcuni giornali coraggiosi come ‘L’Espresso’, ‘Il Mondo’, ‘Panorama’, ‘Paese Sera’ o ‘L’Ora di Palermo’ hanno tentato di accendere qualche lumino nel buio, ma oggi quelle testate gloriose o sono defunte o non sono neppure immagine sbiadita di quello che erano un tempo.
Eppure sulla vicenda inutile che riguarda una casa a Montecarlo, la sua vendita, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, la sua compagna Elisabetta Tulliani, il di lei fratello Giancarlo, un contratto di affitto e persino l’acquisto di una cucina alcuni giornalisti-Sherlock Holmes da settimane tirano fuori da borsette trovate chissà dove ricevute, fotocopie, documenti e quant’altro.
In particolare i cronisti di due quotidiani, ‘Il Giornale’ e ‘Libero’ sono particolarmente attivi in questo fruttuoso lavoro di ‘inchiesta’, coadiuvati da un tale, Roberto D’Agostino, che gestisce un sito a metà tra il gossip ed il ‘retroscena’ chiamato Dagospia.
I due giornali, guidati da Vittorio Feltri e da Maurizio Belpietro sono rigorosamente vicini a Berlusconi, tanto che quando si organizzano dibattiti televisivi i direttori o alcuni loro collaboratori sono chiamati in rispetto della ‘par condicio’ come ‘rappresentanti’ del centro destra. Alessandro Sallusti, condirettore de ‘Il Giornale’, tra gli altri, non di rado appare più entusiasta delle prestazioni politiche (naturalmente) dell’Uomo di Arcore.dell’avvocato-parlamentare del premier, Niccolò Ghedini. Che è tutto dire.
Sull’affaire Montecarlo gli altri organi di stampa ed i Tg (quel che ne resta) si sono scatenati nel rilanciare le notizie ‘drogate’, ma nessuno fino ad oggi ha fatto il proprio mestiere: indagare non sull’appartamento, ma su chi diffonde ‘documenti’ misteriosi, mai verificati e ‘stranamente’ circolanti.
Adesso gli italiani debbono porsi un interrogativo fatale: è possibile che alcuni settori dei servizi segreti e del governo possano aver macchinato e prodotto materiali falsi ai danni della terza carica dello Stato, ovvero il presidente della Camera?
La situazione è drammatica. Un paio di giorni fa si ululava su uno ‘scoop’ pubblicato da due quotidiani della Repubblica Dominicana, ‘Listin Diario’ e ‘El Nacional’, che avevano pubblicato un documento attribuito al ministro della Giustizia di Santa Lucia, una piccola isola-nazione del Mar dei Caraibi orientale che fa parte del Commonwealth britannico e considerata un ‘paradiso fiscale’, nel quale si sosteneva che la casa monegasca fosse di proprietà di Gian Carlo Tulliani, il vero titolare delle due società Printemps Ltd eTimara Ltd, in tempi diversi acquirenti dell’immobile.
Ieri sera ‘Il fattoquotidiano.it’ ha scritto di aver parlato “con l’azienda che fornisce il governo dell’isola caraibica di tutti i documenti. Non corrisponde a quella ufficiale, l’intestazione della presunta lettera con cui il ministro della Giustizia di Saint Lucia spiegava al suo premier che dietro le off shore proprietarie della casa di Montecarlo c’era Giancarlo Tulliani”. Ed ancora: “Un funzionario spiega: “Non ho memoria che ci abbiamo mai chiesto di cambiare carattere. E noi non riforniamo carte intestate digitali ma solo stampate”. Un particolare importante perché nella lettera al centro del caso di Montecarlo compare un indirizzo mail in hyperlink. Ma non basta. I finiani sostengono anche di conoscere il nome dell’autore della patacca. “Il dossier è stato prodotto ad arte da un persona molto vicina a Berlusconi che ha girato per il Sudamerica di cui al momento opportuno saprete il nome”, dice Italo Bocchino questa sera ospite ad Annozero di Fabio Amato e Chiara Avesani”.
Insomma, la macchinazione è più di una ipotesi e se fosse reale farebbe paura.
Nel frattempo la presidenza del Consiglio ha affermato che chi lancia sospetti sugli 007 è totalmente “irresponsabile”. In una nota il governo ha sostenuto: “I Servizi nelle loro diverse articolazioni e la Guardia di Finanza hanno già provveduto a smentire, non avendo mai svolto alcuna attività, né diretta né indiretta, né in Italia né all’estero, in relazione a queste voci. Di fronte alla gravità di queste insinuazioni la Presidenza del Consiglio non può non denunciare la totale irresponsabilità di chi diffonde voci siffatte solo per ragioni di polemica politica, ben sapendo che esse non hanno il minimo fondamento”.
Ma chi ha parlato per primo di agenti segreti? I finiani o altri?
Da ‘Il Giornale’ del 17 settembre scorso: “Così da tempo, a sentire l’agenzia il Velino, Guardia di finanza e servizi segreti hanno deciso di chiarirsi le idee sulla strana vendita dell’appartamento di boulevard Princesse Charlotte 14. E vogliono togliersi una volta per tutte il dubbio che la Printemps, la società off-shore che comprò l’immobile da An, e la sua gemella Timara oggi proprietaria dell’appartamento, non siano collegate attraverso l’ancora misteriosa proprietà ad una storia più grande. Una storia in cui i segugi delle Fiamme gialle e gli 007 sospettano anche il riciclaggio e l’evasione fiscale sullo sfondo del gioco online”.
La stampa, la libera informazione, hanno il compito di diradare le nebbie, di indagare, di verificare le notizie. Invece accade altro. Qualcuno lancia un sospetto e gli altri seguono.
Adesso la situazione ha superato il livello di guardia. Palazzo Chigi fa sapere che i servizi segreti non hanno macchia e nessuno fa notare ai lettori che di certo non poteva dire il contrario, cioè affermare: certo, stanno complottando su nostro mandato per distruggere l’immagine di Fini perchè mette in difficoltà le strategie di Berlusconi.
Tra bufale, potenziali bufale e comunicati stampa non si cerca la verità.
Il nodo del presente Italiano è nella totale assenza di indipendenza dei media nazionali. E non da oggi. E’ arrivato il momento che i cittadini e la società civile reagiscano, perchè in tutti i campi fumi nocivi stanno rendendo l’aria mortale.
Ma si continua a chiacchierare di Montecarlo ed anche domani sarà così.


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