L’Azione cattolica chiede serietà ai partiti
La più grande associazione cattolica italiana denuncia la gravità della situazione italiana e chiede a governo e partiti di agire per il bene dei cittadini.
Dal Convegno di Ancona l’Azione Cattolica Italiana ha chiesto al governo e al mondo politico che “la ripresa di settembre coincida con una radicale e nuova attenzione ai problemi reali e concreti che gli italiani vivono ogni giorno”, primo fra tutti quello del lavoro, finora oscurati da “risse verbali”, “veleni” e “dossier”.
Nel messaggio finale dal titolo “La vita quotidiana reclama risposte” si legge: “È stata decisamente una brutta estate per la politica italiana e per il Paese: veleni e sospetti, dossier e insinuazioni, spesso incomprensibili ai più, hanno alimentato le pagine dei giornali e hanno portato a ipotizzare le elezioni anticipate”
“Le polemiche partitiche, per toni e modalità – ha aggiunto l’Azione Cattolica – sono spesso sfociate in una rissa verbale, lontana anni luce dalle preoccupazioni e dalle speranze degli italiani”.
L’associazione riferendosi agli attacchi di Libero e del Giornale nei confronti di Gianfranco Fni ha sostenuto: “Ancora una volta, dopo quanto accaduto l’anno scorso (con il caso Boffo, ndr) alcuni media hanno imboccato la strada della campagna contro avversari politici”.
Un eventuale “ennesimo ritorno alle urne” avrebbe “come unico significato” la “cronica difficoltà dell’attuale classe dirigente – presa nella sua interezza, guardando non solo alla politica – di governare un Paese dalle infinite risorse umane, culturali e ambientali, ma anche dalle molte contraddizioni interne al corpo sociale”.
Per l’Azione Cattolica, “tra nuovi e vecchi fenomeni corruttivi, ipotesi giudiziarie sulla presenza di logge segrete, insulti tra leader e, infine, le umilianti provocazioni di Gheddafi, sulle quali ci saremmo attesi prese di distanza più decise e rigorose”, la classe dirigente “rischia ancora una volta di dimenticare l’essenziale: la ripresa del mercato del lavoro, al momento immobile e penalizzante per i giovani, il sostegno alle famiglie, specie quelle più numerose, le riforme istituzionali, la tutela dei più deboli nel Paese e nel mondo, la promozione dell’integrazione tra italiani e stranieri – e in proposito come non guardare con preoccupazione ai fatti francesi e alla decisione del presidente Sarkozy di allontanare i rom -, l’attenzione alle povertà globali e all’ambiente”.
L’Azione Cattolica Italiana ha richiamato l’attenzione anche “sull’aggravarsi” in Italia della “questione morale”, che “quest’anno riemerge in forma ancora più acuta da numerose inchieste in diverse procure italiane”.
Nel documento l’associazione ha spiegato: “I processi non sono iniziati, ma ancora una volta rileviamo che alcune condotte personali – a prescindere che abbiano rilevanza penale – appaiono riprovevoli perchè evidenziano scarso senso istituzionale, incuria del bene comune, uso privatistico di funzioni pubbliche o comunque socialmente rilevanti”.
A tale proposito, l’Azione Cattolica ha ricordato l’omelia della solennità di San Lorenzo nella quale il 10 agosto scorso il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, aveva parlato del “sottosviluppo morale” che è “alla radice di tanti mali” e richiamato alla “dimensione etica della vita personale e sociale”.


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