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La giornata. Tra malasanità, aumenti Rc e proteste a Melfi

Autore: . Data: giovedì, 30 settembre 2010Commenti (0)

La maratona parlamentare, in seguito all’intervento alla Camera di Silvio Berlusconi, ha oscurato molte altre notizie del giorno. Le più gravi riguardano i nuovi, inquietanti casi di malasanità.

Una bimba albanese è nata invalida agli Ospedali Riuniti di Bergamo, dopo una lite tra due dottoresse per decidere se intervenire o meno con un parto cesareo. Secondo il padre della piccola, Saimir Zekaj, 38 anni, operaio albanese da 16 anni in Italia, la moglie 35enne sarebbe stata lasciata due giorni in sala travaglio con dolori fortissimi. La bimba, nata al termine di una gravidanza tranquilla, è invalida praticamente al cento per cento e la madre non potrà più avere figli a causa di lesioni all’utero. La notizia, riferita dal quotidiano online ‘Bergamonews’, risale al 30 gennaio scorso. E’ recente, invece, l’apertura di un fascicolo a carico di ignoti da parte della Procura di Bergamo, che dovrà ora accertare quanto denunciato. La piccola Samantha è in ospedale con malformazioni gravi, nutrita da un sondino nell’addome. “Abbiamo assistito a una discussione molto accesa tra due dottoresse – spiega il padre della bambina – una invitava a fare il cesareo, l’altra no. Fino a che è cambiato il turno dei medici e i nuovi arrivati hanno optato per il cesareo. Ma ormai era tardi: mia moglie aveva l’utero lacerato e la bambina è nata con gravissimi problemi”.

Il secondo caso è accaduto a Roma: sei operazioni chirurgiche e una lunga agonia, durata 36 giorni, per un uomo di 52 anni, Virgilio Nazzari. E’ morto lo scorso 23 settembre, all’ospedale San Pietro-Fatebenefratelli: aveva un tumore e doveva sottoporsi all’asportazione di un rene, ma i suoi familiari sono convinti che qualche cosa non sia andata nel verso giusto. Secondo quanto riferito dai legali, Nazzari è deceduto per un processo necrotico irreversibile, causato dalla chiusura di un’arteria sbagliata. Dopo il ricovero e una prima operazione, ha subìto nel giro di pochi giorni altri cinque interventi a seguito delle complicazioni. I parenti, convinti che la situazione sia precipitata per un caso di malasanità, hanno presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Roma e il pm di turno, Paola Filippi, ha disposto l’autopsia sul corpo, già eseguita martedì. In seguito è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo.

Ricorso ‘inammissibile’. Così il giudice del lavoro di Melfi Emilio Minio, lo stesso che aveva emesso il provvedimento di annullamento dei licenziamenti dei tre operai Fiat, ha giudicato l’istanza presentata dalla Fiom sulle modalità con cui la stessa Fiat aveva attuato il reintegro dei tre lavoratori dello stabilimento Sata licenziati nel luglio scorso. L’udienza durante la quale la Fiom aveva presentato la sua istanza si è svolta il 21 settembre scorso. Il sindacato aveva contestato la decisione della Fiat di riammettere i tre licenziati permettendo loro di svolgere attività sindacale ma non di tornare al lavoro sulle linee produttive. In una nota, i legali della Fiat hanno evidenziato che “nel dichiarare inammissibile l’istanza della Fiom, il  Tribunale di Melfi ha confermato trattarsi di richiesta estranea al nostro ordinamento processuale, sottolineando che la stessa costituisce “tentativo, che oltrepassando i limiti dell’analogia, si caratterizza per essere un’iniziativa creativa e di politica legislativa, inibita all’ordine giudiziario”. La Fiom ha già preannunciato che presenterà un’istanza.

Infine, si segnala l’allarme lanciato dall’Antitrust in merito agli aumenti dei premi Auto relativi alla Responsabilità civile. Nel mercato della assicurazione Rc, ha spiegato il presidente Antonio Catricalà (in audizione dinanzi la commissione Industria del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle dinamiche del mercato dell’Rc Auto), “nonostante l’inizio della liberalizzazione sia stato decretato fin dal 1994, non si è attivato un efficace processo concorrenziale e conseguentemente non si è avuto un riflesso positivo sul contenimento dei prezzi”. I premi, nei dodici mesi fino al giugno scorso, sono aumentati più della media dell’Eurozona. L’aumento per l’Italia è stato del 7,7% a fronte di un +5,4% dell’area dell’euro. “Le ragioni di questo stato di cose – ha spiegato Catricalà – sono da ricondurre al tipo di servizi in questione che, data la loro particolare complessità, si prestano ad essere valutati dal consumatore non direttamente, ma attingendo ai suggerimenti di determinati intermediari cui si riconosce una particolare fiducia (l’agente come l’addetto allo sportello bancario). A ciò si deve aggiungere un’ulteriore criticità dei mercati italiani dal lato dell’offerta”.

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