Italia: la valanga dei disoccupati
Raggiunto il livello massimo dal 2003. Per i giovani va peggio del peggio: oltre uno su quattro sono senza lavoro. L’esercito di chi non ha mestiere è di oltre due milioni di cittadini.
Diffusi dall’Istat dati drammatici. In Italia il tasso di disoccupazione nel secondo trimestre del 2010 ha raggiunto l’8,5 per cento, ovvero il livello massimo dal terzo trimestre del 2003.
Terribile la situazione per i giovani, gli italiani tra i 15 e i 24 anni. Per loro il tasso sfiora il 28 per cento, il più alto dal secondo trimestre del 1999.
L’Istituto di statistica ha stabilito che il tasso di disoccupazione registra, così, un aumento di 1 punto rispetto al secondo trimestre 2009 e di 0,1 decimi di punto rispetto al primo trimestre.
Con una singolare considerazione ‘ottimistica’, l’Istat ha sottolineato che pur crescendo ancora “in termini congiunturali si registra un incremento più rallentato” del fenomeno.
Tornando al confronto su base annua i dati (non destagionalizzati) sui senza lavoro sono tutti in crescita: il tasso maschile sale al 7,6 per cento dal 6,3 del secondo trimestre 2009 e quello femminile passa al 9,4 per cento dall’8,8.
Anche guardando alle aree geografiche si notano solo incrementi: il tasso al Nord tocca il 5,9 per cento dal 5 dell’anno scorso, nel Centro arriva al 7,1 per cento dal 6,7 dello stesso periodo del 2009 e nel Mezzogiorno arriva al 13,4 per cento dall’11,9.
Per i migranti la situazione è plumbea. Per loro il tasso di disoccupazione aumenta per la sesta volta consecutiva, portandosi all’11,6 per cento dal 10,9 del secondo trimestre 2009. Smentita quindi la favola diffusa da alcune forze politiche razziste che sostengono come gli stranieri portino via lavoro agli italiani. In realtà in Italia si è tutti sulla stessa barca. Alla deriva.
In cifre assolute, il numero delle persone in cerca di occupazione è di 2,136 milioni, ovvero un altro record, visto che si tratta del livello più alto dal secondo trimestre 2001.
Sul fronte occupazione si segna una diminuzione (licenziati) di 195 mila unità , per ‘fortuna’ il meno 0,8 per cento in confronto con lo stesso periodo del 2009.
Incredibili le considerazioni del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, secondo il quale le rilevazioni sul secondo trimestre indicano la “sostanziale stabilità dei dati in rapporto al periodo precedente”, e mostrano come “l’Italia ha indicatori complessivi significativamente migliori della media europea”.
Al ministro ha ribattuto la Cgil. Secondo il sindacato i dati Istat confermano il dato “gravissimo dell’occupazione, che arriva a colpire prevalentemente il lavoro a tempo indeterminato, e al quale va aggiunto il vasto bacino della cassa integrazione e del lavoro nero”.
Fulvio Fammoni, segretario confederale, ha sostenuto che le cose non stanno come ha affermato Sacconi, secondo il quale l’Italia sta meglio rispetto alla media europea. “L’Istat – ha spiegato il sindacalista – evidenzia che dopo la prevalente espulsione di lavoro temporaneo adesso i più colpiti sono i lavoratori a tempo indeterminato, che l’occupazione di lavoratori migranti è soprattutto sanatoria di lavoro esistente e che l’occupazione a tempo parziale ha caratteristiche prevalenti di non volontarietà da parte delle persone. La crisi determina dunque un cambio profondo nel lavoro”.
Eppure, ha detto Fammoni, il ministro non lascia trasparire dalla sue parole “alcuna preoccupazione o volontà di agire, continuando ad affermare unicamente che stiamo meglio della situazione europea. Non è così: l’Italia ha uno dei più bassi tassi di occupazione in Europa, il record della disoccupazione giovanile, un livello altissimo di inattività e lavoro nero e un numero di ‘sospesi dal lavorò che porta il tasso di disoccupazione reale ben oltre la media europea. Invece tutto quello che si sta facendo è deprimere lo sviluppo, aumentare i disoccupati, a partire dalla pubblica amministrazione, non dare certezza per le tutele, cancellare i diritti con il collegato lavoro, ovvero l’opposto di quelle che sono le necessità del paese che rivendicheremo nell’ambito della manifestazione europea del 29 settembre”.


SALVE MI CHIAMO SCHIPILLITI VINCENZO E VI SCRIVO 2 RIGHE TANTO PER POTER ESPRIMERE TUTTA LA MIA RILUTTANZA A RIGUARDO DELLA NOSTRA CLASSE DIRIGENTE POLITICA,IN QUANTO ESSI NON FANNO GLI INTERESSI DEL POPOLO, MA BENSI’ I PROPRI INTERESSI E QUELLI DI PARTITO,DEVONO SAPERE CHE NE ABBIAMO PIENE LE TASCHE DI VEDERE STI POLITICI TUTTI BELLI ELEGANTI, ( SPECIALMENTE FINI ) MI FA’ SOLO SCH..O A GUARDARLO MENTRE CONTINUAMENTE SI AGGIUSTA GIACCA E CRAVATTA, NON STANNO FACENDO NULLA SE NON QUELLE RIDICOLE MARIONETTATE POLITICHE CHE ULTIMAMENTE CI MARTELLANO CONTINUAMENTE IN TV, CON TUTTI I PROBLEMI CHE ABBIAMO IN ITALIA ….DI COSA PARLANO? SEMPRE GIUDICI,LEGGI SULLA MAGISTRATURA, ECC…ED INTANTO I DISOCCUPATI CRESCONO VERTIGINOSAMENTE.
LA COLPA NON LA DO AI POLITICI,MA BENSI’ AL POPOLO, IN QUANTO SEMBRA ESSERE IPNOTIZZATA DALL’IMMONDIZIA CHE QUOTIDIANAMENTE INONDA LA TV E NON FA NULLA PER CAMBIARE.
CONCLUDO DICENDO CHE SONO DISGUSTATO DI TUTTO! E CHE SONO FERMAMENTE CONVINTO CHE ORMAI LE BELLE PAROLE NON SERVONO PIU’,BISOGNA PURTROPPO PASSARE AI FATTI ! E QUEL GIORNO VERRA’ MOLTO PRESTO ! SPERO DI SBAGLIARMI, MA I PRESUPPOSTI CI SONO TUTTI,COME ci furono NEL LONTANO 1930 in Germania con la Repubblica di Waimar. (LA STORIA SI RIPETE)e allora saranno dolori per tutti.
i politici italiani sono ormai lontani anni luce dalle vere esigenze dei cittadini, arrocati nei palazzi e nelle sedi di partito ci deridono mentre noi mandiamo avanti la barca, ormai assistiamo ad un upposizione in combutta con i capitalisti (vedi MArchionne e Marcecaglia ) ci hanno venduti, il governo fatto da beceri radunati attorno al (PREMIER CALIFFO) ci insultano e offendono la ns. dignità , bisogna svegliarsi e cercare di mandarli a casa velocemente tutti e subito prima che tutto diventi un baratro, altro che rimboccarsi le maniche come il sig. bersani, ma impugnare le mazze per rimandarli tutti a casa, anche io sono convinto che i presupposti ci sono tutti, bisogna cominciare scendere nelle piazze, come in tunisia, egitto, algeria, la disperazione ci sta divorando e le nostre urla sono solo sospiri in questo deserto, bisogna far capire a questi ladri che lo stato siamo noi e loro sono alle ns.dipendenze licenziamoli senza pietÃ
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