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Francia: perquisita la sede del partito di Sarkozy

Autore: . Data: venerdì, 10 settembre 2010Commenti (0)

Gli uffici dell’Ump sono stati visitati dagli uomini della ‘brigade financière’. E mentre si indaga su presunte tangenti il Parlamento europeo condanna il razzismo del goveno.

Il segretario generale del partito Xavier Bertrand, confermando un rapporto di Paris-Match, ha reso noto che il quartier generale di Parigi del dell’UMP è stato perquisito nel primo pomeriggio di mercoledì nell’ambito del caso Bettencourt-Woerth.

Secondo il sito parismatch.com, gli investigatori, su incarico dei giudici di Nanterre, sono alla rcerca di una lettera inviata il 12 marzo 2007da Eric Woerth a Nicolas Sarkozy.

L’esistenza di questo documento è stata confermata dal ministro del Lavoro, allora tesoriere del UMP, e conterrebbe pressioni in favore di Patrice de Maistre, uno degli amministratori della fortuna di Liliane Bettencourt, perchè gli fosse conferita la Legion d’Onore.

E mentre le indagini colpiscono un presidente al suo minimo storico di popolarità il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione con la quale chiede alla Francia di sospendere immediatamente tutte le espulsioni di cittadini romanì.

Sarkozy nei giorni scorsi aveva avviato una campagna contro i migranti con l’intento di contrastare le difficoltà originate dalla sua non particolarmente efficace azione di governo.

Ieri Strasburgo ha espresso “viva preoccupazione” per le misure adottate, sottolineando che “le espulsioni di massa violano la legislazione europea in quanto rappresentano una discriminazione su base razziale”.

La risoluzione presentata dai gruppi politici dei socialisti europei (S&d), dei liberaldemocratici (Alde), dei verdi (Verdi/Ale) e della sinistra europea (Gue/Ngl) è stata adottata con 337 voti favorevoli, 245 contrari e 51 astensioni.

Nel testo si afferma che il Parlamento europeo “respinge qualsiasi dichiarazione che associ le minoranze e l’immigrazione alla criminalità e crei stereotipi discriminatori” e “deplora la retorica provocatoria e apertamente discriminatoria che ha caratterizzato il discorso politico durante i rimpatri dei rom, dando credibilità a dichiarazioni razziste e alle azioni di gruppi di estrema destra”.

Il documento sostiene che “limitazioni della libertà di circolazione e di soggiorno per motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza e di sanità pubblica possono essere imposte esclusivamente in relazione al comportamento personale” e mai secondo “considerazioni generali di prevenzione o all’origine etnica o nazionale”. Inoltre, si sottolinea nella risoluzione, “la raccolta delle impronte digitali dei rom è illegale e contraria alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”.

Duramente censurata anche l’Italia a causa delle dichiarazioni del ministro degli Interni Roberto Maroni, che aveva chiesto a Bruxelles procedure di espulsione anche per i cittadini Ue.

Nella risoluzione si denuncia anche “il ministro degli Interni italiano” perchè  “ha annunciato la sua intenzione di propugnare l’adozione di norme dell’Ue più rigorose sull’immigrazione e la libertà di circolazione”.

Strasburgo ha criticato anche la Commissione, accusata di avere reagito tardi alle espulsioni compiute dalla Francia. Nella risoluzione si spiega che l’Europarlamento “esprime profondo rammarico per il ritardo e la limitatezza con cui la Commissione” ha proceduto a “verificare la conformità delle azioni degli Stati membri al diritto primario e alla legislazione dell’Unione europea”.

L’assemble di Strasburgo ha infine invitato la Commissione europea a “sostenere con determinazione i valori e i principi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Ue e dai trattati e a reagire con rapidità”.

La commissaria alla Giustizia, Viviane Reding, aveva presentato una relazione preliminare sulla questione due giorni fa, ma il suo lavoro era stata giudicato da diversi eurodeputati insufficiente e superficiale, soprattutto per quanto riguardava la valutazione del rispetto o meno delle norme Ue da parte di Parigi.

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