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Fotovoltaico, il business della ‘Green economy’

Autore: . Data: martedì, 14 settembre 2010Commenti (1)

Si può trasformare una cittadina in un grande impianto fotovoltaico? La domanda appare surreale, ma è quanto di fatto sta accadendo a Cutrofiano, poco più di 9.000 abitanti nel cuore del Salento: territorio dalla grande vocazione turistica e agricola, visitato ogni anno da migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo, potrebbe subire un radicale cambiamento.

Un’area ampia 110 ettari (una volta e mezzo la grandezza del suo centro abitato), un tempo coltivati a seminativo o a vigneti (da qui proviene il celebre vino Negramaro) è stata infatti affittata da privati a tre grandi società (due delle quali del nord Italia) a 4.000 euro all’anno per ettaro. Lo scopo? La realizzazione, su tutti e 110 gli ettari, di un enorme impianto fotovoltaico. Con buona pace del paesaggio, da moltissimi ritenuto un valore aggiunto da salvaguardare a ogni costo e proteggere dalle lunghe mani di pochi imprenditori.

Ma andiamo con ordine. La “torta” di 110 ettari (ma ce ne sono già pronti altri 75) è stata magistralmente  divisa in tre grandi fette, appannaggio di altrettante società. La prima è la Fotowatio Italia Srl, con sede a Torino, che si è presa 31 ettari per un investimento complessivo di 36 milioni di euro, in buona parte improntati dalla più importante banca spagnola (il Banco Santander). La seconda società è la Ergycasun di Milano che, con un investimento di 28 milioni di euro, si è impadronita di 25 ettari di terreno. Per finire l’ultima fetta, la più consistente, è stata “agguantata” dalla Società Agricola Cutrufiano Srl (rappresentata da Enrico Minoli, fratello del giornalista Rai Giovanni) che, su un’area di 51 ettari, realizzerà un impianto da 9,9 Megawatt, guarda caso poco meno di quei 10 Megawatt oltre i quali scatta la Valutazione di Impatto Ambientale.

Ebbene, a combattere contro questa grande deturpazione del territorio è sorto un piccolo comitato cittadino chiamato “Amici del Territorio di Cutrofiano”: il gruppo intende opporsi con forza a quella che si prospetta come una grande stravolgimento del paesaggio, con una prevedibile trasformazione radicale di quella che è una delle zone più affascinanti del Salento. “Siamo un comitato composto da tantissimi cittadini – dicono – attenti e attivi, che non vogliono vedersi sottrarre i propri beni comuni quali il preziosissimo e fertile territorio agricolo del feudo di Cutrofiano, divorato da centinaia di ettari di  pannelli fotovoltaici voluti da affaristi che vedono nella “Green Economy” solo un nuovo modo per fare soldi facili, dando in cambio distruzione e desertificazione al territorio, con la perdita totale della naturalità e della salubrità dei luoghi”.

Realizzare impianti fotovoltaici su terreni agricoli, infatti, significa cambiare la destinazione naturale di quelle aree, con impianti tra l’altro il più delle volta obsoleti che sorgono al posto dei prodotti agricoli. Occorrono inoltre diserbanti molto inquinanti perché l’erba non si impossessi totalmente del pannello solare (rendendolo di fatto inutile). Insomma, non solo da un punto di vista estetico, ma anche da quello ambientale l’abuso di “green economy” sembra essere di certo molto redditizio (per pochi), ma altrettanto poco “green”.

Ma non è tutto: sempre a Cutrofiano, in un’area adiacente a quella degli impianti fotovoltaici, la Regione Puglia ha autorizzato la realizzazione di una cava di oltre tre ettari. Un altro pugno nel paesaggio della cittadina salentina.

Naturalmente quello di Cutrofiano è solo un esempio di quello che si sta facendo ormai in tutta Italia. Evidentemente la Green Economy è diventato un business incredibile, se le amministrazioni locali accettano che il paesaggio venga deturpato con buona pace dei piccoli produttori agricoli, o degli agriturismo, ai quali il più delle volte tocca soccombere di fronte a questi orrendi impianti.

A quando, dunque, una regolamentazione degli impianti fotovoltaici? Quando verrà varata una legge che determini dei limiti? E come mai in Puglia, Regione del nuovo pupillo della sinistra Nichi Vendola, si tace di fronte agli scandali di Cutrofiano?

Davide Falcioni

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Commenti (1) »

  • fabio ha detto:

    Fate bene a parlarne. Qui in Salento stanno succedendo delle cose disastrose che mi fanno davvero rabbia. Lavoro nel settore turistico,ma continuando così noi del settore dovremo dimezzare il nostro lavoro: chi verrà più a rilassarsi e a godere della bellezza del Salento agricolo in mezzo a campi sterminati di fotovoltaico?

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