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Da oggi le vignette: una risata li seppellirà

Autore: . Data: martedì, 28 settembre 2010Commenti (0)

InviatoSpeciale prova da oggi a raccontare l’attualità politica e sociale anche con il contributo delle immagini satiriche. Lo facciamo a modo nostro, non rinunciando al binomio tra libertà e diritti e offrendo uno spazio settimanale ad una creativa insegnante precaria: il tratto feroce e sarcastico di Chiara è esemplare, rappresenta la risposta visiva ed immediata alle tante Italie che non funzionano, per via del malcostume, dello sfruttamento, del primato delle conventicole e dell’ingiustizia dilagante.

La storia di Chiara “è quella di tanti”: lo ha scritto per noi alcune settimane fa. Ci ha raccontato la sua indignazione “e la mortificazione in questi tempi così bui. Una laurea in lettere antiche nel 2004, un concorso, tanti esami e poi l’abilitazione all’insegnamento. Oggi un contratto a progetto senza copertura di malattia, uno stipendio di 500 euro al mese in una scuola privata e, guarda caso, proprio negli ultimi due anni, neppure un’ora di supplenza nelle scuole statali”.

Chiara non aveva certo pensato “che l’insegnamento in Italia fosse una strada facile da percorrere”, ma “l’ho scelto per passione, perché credo profondamente nell’istruzione pubblica. Quell’istruzione pubblica della quale, come l’etimologia del termine “ministro” suggerisce, Gelmini dovrebbe essere un attento servitore…”.

Noi crediamo da tempo che “una risata li seppellirà”, perchè la classe politica italiana è palesemente inadeguata ad affrontare le ripercussioni della peggiore crisi economica mondiale dal 1929 ad oggi. Senonché tutti i cittadini da anni in debito di ossigeno e con i salari troppo bassi per poter vivere decentemente corrono il serio rischio di compiacersi dal fondo del baratro delle impietose e ironiche analisi sulla devastazione etica e politica circostante.

Allora si tratta di continuare a denunciare, diversificando gli strumenti, la totale mancanza di opportunità per chi esce dallo sfasciato mondo dell’istruzione per affacciarsi nel deserto della precarietà occupazionale. E lo si può fare soltanto mantenendo saldo un punto di osservazione sulla crisi del sistema fondato sui diritti sociali e civili e sulle uguali opportunità per i cittadini, difendendo nel contempo (e concretamente) la libertà di informazione e di espressione.

Vogliamo farlo raccontando la realtà, ma non soltanto con la durezza delle parole. Ci faremo aiutare anche dal semplice ed efficace tratto grafico delle immagini satiriche firmate da Chiara, che trovate in questa home page e che  – una volta alla settimana – arricchiranno il nostro giornale: nella vignetta di esordio l’autrice gioca in casa. Che diamine, la dignità del lavoro (in un’aula scolastica e dovunque) non può essere calpestata dal primo (ministro) che passa.

Paolo Repetto

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