Chiaiano e il circolo vizioso dei rifiuti
A Napoli sono tornati i cumuli si spazzatura per le strade. Il ‘miracolo’ di Berlusconi non c’era. Un articolo per ‘Tu Inviato’.
Una storia che si ripete ogni anno: ormai da settimane sono ricomparsi cumuli di rifiuti sparsi a Napoli e nella sua periferia, nonostante le discariche di Chiaiano e Terzigno operino a pieno regime.
Dopo che i manifestanti del territorio vesuviano sono stati caricati dalla polizia in maniera brutale nella notte del 24 settembre e dopo il caos scoppiato per il danneggiamento di 47 mezzi nel deposito Enerambiente di Ponticelli, la polizia è ritornata in bella vista a scortare compattatori nelle suddette discariche. “Non possiamo permetterci un altro agguato”, così aveva spiegato il questore Santi Giuffrè a giustificazione dello schieramento di forze dell’ordine. E ieri ci sono stati altri scontri.
Eppure, nel novembre del 2009, il capo della Protezione civile Bertolaso aveva affermato che l’emergenza rifiuti in Campania era finita. Invece non è così e da oltre tre anni il presidio permanente contro la discarica di Chiaiano lotta per una corretta gestione e ciclo dei rifiuti: andrebbero trattati attraverso riduzione a monte, raccolta differenziata porta a porta e trattamento meccanico biologico, ma le soluzioni economiche salutari e definitive non piacciono a chi vuole fare propaganda e nemmeno a chi preferisce dividersi la torta-rifiuti con pochi intimi.
Dai primi di settembre è partita una nuova strategia da parte di chi protesta: i meeting point-appuntamenti pubblici senza indicare gli obiettivi. Dopo una breve assemblea, i manifestanti si spostano di volta in volta in zone diverse effettuando blocchi e facendoli durare non più di dieci minuti per depistare la polizia.
Così facendo, la loro voce arriva in più parti senza creare troppi disagi. I cittadini vigili, inoltre, nella giornata di mercoledì 22 settembre hanno bloccato compattatori in orari pomeridiani. I manifestanti hanno poi proseguito nella discarica dove hanno incontrato l’ingegnere Viparelli della ditta Ibi (responsabile della discarica di Chiaiano).
Nonostante i ritmi delle discariche, continua a crescere la montagna di immondizia per le strade e s’indaga così sulla gestione dei trasporti e dei subappalti. Il subappalto è la nuova frontiera degli imbrogli. Enerambiente coordinava e dava lavori in subappalto ad altre ditte pur avendo un contenzioso di alcuni milioni di euro con il Comune di Napoli. Poi è stata costretta a ridurre i subappalti stessi, rinunciando inoltre alle assunzioni sostitutive per il personale ammalato. Nella pratica, è stato ridotto il personale, che risulta così insufficiente per la raccolta dei rifiuti. E anche i mezzi per raccoglierli non bastano, essendo molti di essi inutilizzabili.
Peraltro, nella discarica di Chiaiano, nella notte del 23 settembre, sono entrati 200 compattatori superando di gran lunga le 800 tonnellate, limite massimo di conferimento per notte.
Cosa avverrà, dunque? Alla luce della saturazione della discarica di Chiaiano, e nonostante il pieno funzionamento di quella di Terzigno, l’emergenza-rifiuti continuerà ad incombere. Se così andrà, il cittadino accetterà l’unica soluzione portata avanti finora, ossia “discariche ed inceneritori”. Per l’ennesima volta, verrebbe dunque deciso sulla testa dei cittadini in quale ‘buco nero’ nascondere rifiuti tossici, a quale ditta far costruire nuovi impianti e a quale dare in gestione il trasporto e conferimento dei rifiuti.
Serena Vinci (“presidio permanente Chiaiano-Marano”, www.chiaianodiscarica.it)


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