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Care figlie, ecco com’era la scuola

Autore: . Data: martedì, 7 settembre 2010Commenti (1)

Rosalinda Gianguzzi è una mamma professoressa precaria ed ha scritto alle figlie per raccontar loro la sua vita e la disillusione di chi ha pensato di vivere per insegnare ai giovani e si è ritrovata in una palude di nulla.

Dolcissimi amori miei,

come ogni sera da quando eravate piccole mi chiedete”ci racconti una storia” ?
A volte sono favole a volte chiedete “raccontaci di quando eravamo piccole noi!”.

Ed è quest’ultimo genere di storia che vi voglio raccontare oggi: voglio affidarvi una memoria, della quale non sono riuscita a difendere la vita, ma spero ancora di tramandarne il ricordo.

Qualche anno fa quando voi eravate ancora più piccole c’era una scuola meravigliosa. Pensate la scuola elementare italiana si chiamava primaria ed era libera, laica, gratuita ed aperta a tutti.

Era infatti pagata interamente dallo Stato e in ogni classe le materie erano affidate non ad un singolo maestro, ma a insegnanti specialisti e “specializzati” con gli anni, all’insegnamento di ogni disciplina.

C’era insomma un’ insegnante prevalente, che si occupava di solito dell’ambito linguistico, poi un insegnante che si occupa dell’ambito matematico che aveva 2 classi, spesso un insegnante specialista che insegnava l’inglese, un insegnante che, come oggi insegnava religione (quello è rimasto uguale) e se in classe c’erano bambini diversamente abili c’era anche un insegnante chiamato di sostegno.

Era un modello eccellente, tra i primi 5 d’Europa, per tante ragioni.
Ogni insegnante conosceva bene quello che insegnava perchè negli anni si era specializzato, e non come oggi che siete voi bambini ad essere “specializzati” in ciò che la vostra insegnante ama di più insegnarvi.

Ogni bambino era valorizzato nelle proprie attitudini, perchè c’era spazio/tempo per ognuno.
Le classi erano di non più di 25 alunni e questo, permetteva a ciascuno, di trovare una valida relazione con l’adulto di riferimento.

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Commenti (1) »

  • Aldo ha detto:

    Mia cara Rosalinda
    Mia cara figlia ogni tua lettera, ogni tua intervista ci vede (me tua madre e tua sorella) impegnati ad analizzare parola per parola ogni tuo intervento per cercare di capire come potremmo mai aiutarti in questa tua “guerra” senza fine contro quella che ai più appare come una profonda ingiustizia contro voi precari della scuola.

    Tu sai come io sia lontano dalle ragioni “politiche” di chi assume questa annosa questione come un’arma impropria contro i vari ministri che nel tempo si sono alternati con varie proposte e provvedimenti quasi mai approvati dalle parti in causa che di volta in volta si sentivano defraudati dI un loro
    DIRITTO COSTITUZIONALE!
    E voi ora non fate eccezione, anche a voi oggi viene negato un diritto acquisito dopo tanti anni di studi e di sacrifici (anche di noi genitori).
    Ebbene sai anche che io malgrado la mia nota appartenenza politica in questa battaglia mi avrai sempre al tuo fianco! E non perche tu sia mia figlia, o almeno non solo per questo ma…..anche perche in questa questione le mie idee configgono sensibilmente da quei provvedimenti che il governo sta prendendo in questa materia.
    In particolare contesto il modo con cui le scarse risorse messe a disposizione vengono poi gestite e ripartite! …..i furbi e i nullafacenti continueranno ad affondare le mani nel sacco, e magari nello stesso momento “lottano e solidarizzano con voi” compresi quei soggetti politici che negli ultimi 50 anni si sono alternati e proposti a “risolvere” i problemi e che invece ……hanno determinato, goccia dopo goccia lo straripamento del boccale, per incapacità, o peggio per malafede. E a farne le spese di questa situazione siete sempre state voi insegnanti delle scuole elementari!
    Ecco di questo io rimprovero il governo! Di non aver abbastanza coraggio per dire a tanti, tantissimi, sanguisughe che a fine mese hanno uno stipendio come voi ma che non fanno certo un lavoro qualificato e utile come il vostro. Insomma nella scuola come in altri ambiti si creano artificiosamente posti di lavoro che tali non sono, ma sono solo stipendi di lavoro. Pesano sulla economia, tolgono ossigeno a chi ne ha più titolo, e abituano la gente a cercare sempre una scappatoia per i loro problemi di lavoro.
    Mentre invece chi come voi a studiato si e preparato, ha fatto tutta la lunga trafila di concorsi, volontariato, tirocinio in condizioni di estremo sfruttamento, per fare bene il proprio mestiere , si deve accontentare delle briciole!
    TUTTO CIO E PROFONDAMENTE INGIUSTO! E A TALE INGIUSTIZIA SI DEVE PORRE RIMEDIO, COSTI QUEL CHE COSTI.
    Ti abbraccio forte forte te tuo marito e le mie principessine!!!……..il tuo papino…Aldo
    P.S
    Anche quest’anno saro felice di fare il babbo Natale nella scuola!!!!

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
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