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Al via la ‘genialata’ di La Russa

Autore: . Data: martedì, 14 settembre 2010Commenti (0)

Il ministro della Difesa è l’inventore del servizio militare breve: tre settimane per ‘respirare’ l’aria della caserma. Soldi buttati al vento pur di nutrire la demagogia bellicista dell’esponente di centro destra.

La legge n. 122 dello scorso 30 luglio prevedeva la ‘mini naja’, ovvero dei presunti corsi di formazione teorico-pratici ardentemente voluti da La Russa per “avvicinare i giovani ai valori che promanano dalle Forze armate”.

Così mentre il 30 per cento dei ragazzi italiani è senza lavoro lo Stato organizza una iniziativa che non solo l’opposizione ha definito “sbagliata, uno spreco di soldi”.

E siccome i ragazzi non hanno molto da fare non essendoci lavoro per i 1.200 i posti a disposizione (351 riservati alle donne) sarebbero arrivate molte più richieste. “C’è stato un vero boom”, ha precisato il ministro.

Durante la gita in caserma ogni frequentatore assumerà lo status di militare e usufruirà gratuitamente di vitto e alloggio: dovrà però versare una cauzione (da un minimo di 290 euro a un massimo di 411) per il vestiario e l’equipaggiamento forniti dall’amministrazione.

Costo complessivo dell’operazione “circa 20 milioni di euro che pesano come uno schiaffo morale sull’intero comparto Difesa, piegato da lacune finanziarie e da crescente precarietà”, ha denunciato il parlamentare finiano di Futuro e libertà, Aldo Di Biagio, che ha parlato di “costi esorbitanti su cui vale la pena riflettere”.

Anche il Pd ha criticato la trovata “fortemente voluta” dal ministro della Difesa, definendola “sbagliata e scorretta, nient’altro che un vezzo ideologico di La Russa”, un modo buono solo a “sottrarre irresponsabilmente altre risorse al bilancio della Difesa”.

Un’iniziativa, secondo la senatrice Roberta Pinotti, “ad uso e consumo di tv e giornali ma che, dal punto di vista pratico, non apporta alcun vantaggio per le nostre Forze armate”, al contrario penalizzate dai tagli.

Contro la mini naja anche il senatore radicale Marco Perduca: “Era proprio necessario dirottare dal fronte caldo afgano circa sette milioni di euro all’anno, per tre anni, per questa iniziativa pubblicitaria?”.

Allo spettacolo del Barnum italiano è stato aggiunto un nuovo numero.

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