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Wwf: i parchi nazionali potrebbero chiudere

Autore: . Data: venerdì, 16 luglio 2010Commenti (0)

I tagli della manovra del governo mettono a rischio la sopravvivenza delle oasi naturali.

Il Wwf invita tutti i cittadini che amano la natura a trascorrere le prossime vacanze nei parchi italiani “perchè a breve potrebbero chiudere”. È questa l’amara conclusione dell’associazione ambientalista che ha visto rigettate le numerose richieste rivolte al governo di escludere le Aree Protette dal taglio del 50 per cento dei trasferimenti previsto dal maxiemendamento alla manovra passato oggi al Senato.

E il Wwf annuncia battaglie. “Siamo tornati in dietro di 50 anni, il nostro Paese ha scelto un sistema originale per festeggiare l’anno della biodiversità, ossia quello di chiudere i Parchi!” afferma Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia e esponente di quel movimento di scienziati, intellettuali e gente comune che si sono battuti negli anni permettendo al nostro Paese di passare dallo 0,63 per cento di territorio protetto all’11 di oggi.

Con il taglio non modificato dal maxiemendamento governativo approvato ieri dal Senato, le nostre aree protette non potranno mantenere gli impegni contrattuali già presi per la vigilanza, la fruizione, l’educazione ambientale e per quell’importante azione di conservazione della natura che ancora riesce a difendere quasi l’11 per cento del territorio italiano.

“Con questa manovra cancelliamo tutto. Non ci fermeremo finchè governo e Parlamento non rivedranno questa decisione e alle nostre aree protette, di terra e di mare, verrà data la giusta dignità e considerazione nelle politiche nazionali. Le aree protette rappresentano una risorsa anche economica importantissima e in questo momento di crisi dovrebbero essere valorizzate e non abbandonate”, conclude Pratesi.

Per il portavoce nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, “con i tagli previsti dalla manovra il governo chiude i Parchi Nazionali, che difficilmente potranno continuare a svolgere importanti attività di tutela della natura e della biodiversità, come l’attività anti-incendio”. L’ambientalistaa poi aggiunge: “Non avevamo dubbi che sarebbe successo perchè l’intento del governo Berlusconi è quello di privatizzare le aree protette per poterle svendere”.

“Con l’ennesima fiducia si sono approvate norme profondamente anti-ambientali, come l’introduzione del silenzio assenso per le conferenze di servizio nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico e la possibilità di costruire mega centri commerciali solo con una certificazione (SCIA) o, ancora, il taglio del 30 per cento per i certificati verdi che costituiscono un incentivo fondamentale per le energie rinnovabili”, prosegue Bonelli che conclude: “Ma la cosa più sconvolgente è il silenzio del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che non è minimamente intervenuta per evitare che le politiche ambientali italiane tornassero indietro di mezzo secolo”.

Protesta anche il presidente di Federparchi-Europarc Italia, Giampiero Sammuri: “Siamo profondamente delusi dalla versione del testo del maxiemendamento sulla manovra finanziaria, le speranze dopo gli incontri con i gruppi parlamentari del Senato erano ben diverse. Gli impegni per le aree protette non sono stati mantenuti”.

“Senza la modifica del comma 24 dell’articolo 7 – continua – si chiudono di fatto molti dei 24 parchi nazionali che subiranno il dimezzamento del finanziamento statale riducendolo a 25 milioni di euro, senza che questo comporti alcun risparmio per lo Stato. Tagli che per queste aree protette sono insostenibili tanto da non permettere loro il pagamento dei costi di gestione”.

“In questo modo -conclude Sammuri- è a rischio l’attuazione della ‘Strategia nazionale per la biodiversità, di recente pubblicata dal ministero dell’Ambiente, l’adempimento agli accordi internazionali della Carta di Siracusa firmata dal nostro governo e di tutti quei progetti che i parchi in modo costante attivano per aiutare e far crescere l’economia delle realtà circostanti”.

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