Torture e repressione in Sudan
La denuncia arriva da Amnesty International. La comunità internazionale deve intervenire al più presto.
I servizi di sicurezza sudanesi ricorrono alla tortura, alle intimidazioni ed agli arresti arbitrari per ridurre al silenzio gli oppositori del presidente Omar al-Bashir.
La gravissima accusa è contenuta in un rapporto che Amnesty International ha diffuso ieri dall’associazione per la difesa dei diritti civili nel mondo.
“Il Niss (Servizio di sicurezza e di intelligence nazionale del Sudan) governa il Sudan attraverso la paura”, ha dichiarato Erwin van der Borght, direttore del programma Africa di Amnesty, che poi ha aggiunto: “Le autorità sudanesi stanno brutalmente riducendo al silenzio l’opposizione politica e gli attivisti per i diritti umani attraverso la violenza e l’intimidazione”.
Solo nella prima metà del 2010, Amnesty ha documentato l’arresto di 34 tra giornalisti, attivisti per i diritti umani e studenti.
Tra le torture elencate dall’organizzazione per il rispetto dei diritti umani figurano i pestaggi, la privazione del sonno, il ricorso alle scosse elettriche.
Le accuse di Amnesty arrivano ad una settimana dalla nuova incriminazione di Bashir da parte della Corte penale internazionale, che ha aggiunto ai precedenti capi di imputazione per crimini di guerra in Darfur mossi a carico del presidente sudanese quello per genocidio in riferimento alle stragi nel Darfur.


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