Sondaggio: il bipartitismo in coma
Una rilevazione di Ipr Marketing per ‘Repubblica.it’ mostra la crisi del modello maggioritario
Il sito internet del quotidiano romano ha pubblicato ieri un interessante sondaggio sugli orientamenti politici degli italiani.
I base ai dati raccolti una eventuale coalizione tra l’Udc di Pier Ferdinando Casini, finiani, l’Api di Francesco Rutelli e Mpa di Raffele Lombardo ed i finiani potrebbe conquistare il 22 per cento dei voti.
La nuova forza ‘terzista’ colpirebbe con durezza la ‘rendita di posizione’ sia del Pdl che del Pd.
Il centrosinistra, ovvero Pd, Idv, Sinistra Ecologia e Libertà , Verdi, Socialisti e radicali avrebbe il 36 per cento, perdendo circa il 4 per cento.
Sull’altro fronte, il centrodestra, cioè Pdl, Lega, La Destra, Udeur, Noi Sud toccherebbe il 41 per cento, perdendo il 5 per cento.
Per Rifondazione comunista e Comunisti italiano, infine, non c’è più alcuno spazio. La ‘Federazione’ dei due partitini raggiungerebbe solo l’uno per cento, confermando la scomparsa di un modo ormai anacronistico di concepire i valori storici della sinistra, ma anche mostrando quanto spazio potenziale potrebbe aprirsi per una moderna forza progressista e socialista.
La crisi del Pd, infatti, che perde non solo il punti percentuali, ma anche e soprattutto sul terreno politico che ha privilegiato fin dalla sua fondazione, ovvero il maggioritario ed il bipolarismo, sarebbe acuita ulteriormente dalla nascita di un ‘terzo polo’ di centro.
In una eventualità del genere anche gli ex democristiani rimasti con Bersani sarebbero tentati di tornare alle origini, rassicurati dal fatto di non fare un salto nel buio. A quel punto la necessità di formare un partito autenticamente di sinistra sarebbe ineluttabile, aprendo scenari del tutto imprevedibili sul futuro.
Ma, naturalmente, per il momento si tratta solo di un sondaggio.


Lascia un commento