Somalia in fiamme
Le forze integraliste attaccano il contingente Dell’Unione africana. Il mondo tace.
Nuovi scontri a fuoco tra ieri nella zona meridionale di Mogadiscio. Secondo quanto riferisce la tv araba ‘al-Jazeera’, il bilancio della battaglia è di 7 morti e 20 feriti.
I miliziani del Partito islamico somalo hanno attaccato i soldati del contingente Amisom inviati nel Paese per supportare l’inesistente governo di transizione.
Intanto il leader del Partito islamico somalo, lo sceicco Hasan Daher Aweys, ha lanciato un appello contro i militari delle forse internazionali a seguito della decisione, assunta dall’Unione Africana al vertice di Kampala, di inviare rinforzi per portare a ottomila uomini il numero complessivo delle truppe.
Aweys, in un comunicato ripreso dai media somali ha definito “necessario da parte del popolo l’adesione al jihad per cacciare via le truppe straniere dal Paese”.
L’ex leader delle Corti islamiche somale si è scagliato in particolare contro i governi di Uganda e Burundi che “sono gli unici ad aver inviato truppe in Somalia”.
Il Paese sta sempre più precipitando da una guerra civile che dura da quasi vent’anni al dominio di forze integraliste. In alcune aree di Mogadiscio ed in altre città sotto il controllo dei miliziani è già vietato ascoltare musica, obbligatoria la barba per gli uomini e soppresso qualsiasi diritto per le donne.


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