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Se i rischi della normalità diventano strage

Autore: . Data: giovedì, 1 luglio 2010Commenti (0)

A Viareggio anche il ricordo della tragedia di Linate: morirono in 118 nel 2001

Pubblichiamo la testimonianza di Paolo Pettinaroli, Presidente della ‘Fondazione 8 ottobre 2001′, rivolta ai familiari delle vittime della strage di Viareggio. Pettinaroli è intervenuto, l’altro ieri, alla commemorazione svoltasi allo stadio dei Pini ad un anno di distanza dalla tragedia di via Ponchielli

La ‘Fondazione 8 Ottobre 2001′ è nata in seguito alla tragedia aerea di Linate dell’8 ottobre 2001, in cui persero la vita ben 118 persone. Ci dedichiamo totalmente al tema della sicurezza del trasporto aereo. A tale proposito organizziamo convegni, non solo a livello nazionale ma anche europeo e mondiale. Promuoviamo tra l’altro pubblicazioni, borse di studio, corsi per approfondimento per gli addetti ai lavori.

Non intendiamo soltanto ricordare cosa è accaduto, lo shock che abbiamo patito, ma operare assieme ad esperti affinchè questo non accada più. Siamo consapevoli che non si fa sicurezza soltanto con i processi, ma e soprattutto collaborando e lavorando insieme con gli enti preposti alla sicurezza. Non desideriamo sostituirci a nessuno, ma unicamente collaborare per migliorare la sicurezza del trasporto aereo.

L’immane tragedia avvenuta a Viareggio è gravissima. Ancora una volta, le cause sono dovute ad inadempienze, negligenza e superficialità, regolamenti non osservati, strumentazioni insufficienti o desuete.

Tutti hanno invocato giustizia, hanno dichiarato che avrebbero giudicato i responsabili e non si sarebbero dati pace finchè non avessero risolto il problema della sicurezza. In realtà reagiamo con le parole, agitiamo i pugni e lanciamo minacce, ma in concreto ci limitiamo a seppellire i nostri morti e a dimenticare gli irresponsabili che hanno prodotto tanto dolore.

Il Cardinal Martini, durante la sua omelia al Duomo di Milano in occasione della tragedia che ci ha colpiti, disse: “Bisogna trovare il coraggio di camminare nella tragedia senza perdere la speranza” ed è proprio questo che io vi invito a fare; non perdere la speranza e perseverare. Rimanere uniti e non accettare facili risarcimenti. Noi ci siamo e siamo vicini ai viareggini per aiutarli con la nostra esperienza.

L’abilità della gente di giustificarsi e non sentirsi mai responsabile non smette di stupirmi. Un Paese civile si misura da tante cose, ma soprattutto dalla capacità di ridurre i rischi della normalità, di abbassare al minimo possibile la pericolosità nascosta nei suoi servizi pubblici e privati, confidando in un sistema di regole e responsabilità ben definite. Non c’è obiettivo economico che possa far venir meno o attenuare questo impegno.

Un Paese che sacrifica alla legge dei bilanci o all’inerzia delle burocrazie la sicurezza dei suoi cittadini e dei suoi ospiti non è un Paese civile. Le tragedie, i responsabili, la giustizia, la sicurezza sono una immane quantità di parole che rovesciamo mestamente sulle vittime.

Non è la strada giusta. Ricordiamo i nostri morti con il rispetto e l’amore loro dovuto e agiamo concretamente e civilmente perchè la sicurezza sia uno stato, non un oggetto astratto.

Paolo Pettinaroli
Presidente ‘Fondazione 8 ottobre 2001′

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