Palermo, tre giorni per ricordare Borsellino
Le iniziative per il 18simo anniversario dell’omicidio
In occasione del diciottesimo anniversario della strage di via D’Amelio (nella quale perse la vita il magistrato Paolo Borsellino insieme ai cinque agenti di scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina) avranno luogo a Palermo una serie di iniziative promosse da Salvatore Borsellino e dalla redazione della rivista AntimafiaDuemila. Le iniziative si svolgeranno i giorni 17-18 e 19 luglio.
Scopo di queste iniziative è tener viva la memoria della strage, ma non solo. “Allo stesso tempo – si legge in una nota – vogliamo esprimere sostegno e vicinanza ai magistrati titolari delle delicate inchieste sulle stragi del biennio ’92-’93, sul rapporto mafia-politica e sulle collusioni tra l’associazione criminale Cosa Nostra e pezzi delle Istituzioni. Mandanti ed esecutori della strage di via D’Amelio interni a Cosa Nostra sono stati assicurati alla giustizia si legge ancora – ma i nomi dei soggetti esterni all’associazione mafiosa che con questa interagirono nella deliberazione ed esecuzione del delitto sono ancora avvolti nell’ombra. Noi cittadini abbiamo diritto che sia fatta Giustizia e vogliamo testimoniare la nostra vicinanza a tutti gli uomini dello Stato impegnati in prima linea in questa difficile battaglia per la ricerca della verità , servitori dello Stato ai quali le Istituzioni devono assicurare tutti i mezzi e l’appoggio necessari per poter portare a termine il proprio lavoro”.
Il simbolo della manifestazione del 17-18-19 luglio 2010 sarà un’agenda rossa, come quella che fu trafugata il 19 luglio 1992 dalla borsa di cuoio di Paolo Borsellino pochi minuti dopo la strage e che non è stata ancora recuperata. In quel diario sono contenuti appunti sugli incontri ed i colloqui che Borsellino ebbe con collaboratori di giustizia e con rappresentanti delle Istituzioni: “Si tratta di elementi determinanti per mettere a fuoco le complicità di pezzi dello stato con Cosa Nostra. Chi si è appropriato dell’agenda può oggi utilizzarla come potente strumento di ricatto proprio nei confronti di coloro che, citati nel diario, sono scesi a patti con l’organizzazione criminale”.


Lascia un commento