Nuovo allarme spazzatura
Lo lancia Legambiente. Per l’associazione in Campania non ci sono stati miracoli ed adesso il problema riguarda tutt’Italia
Antonio Pergolizzi, coordinatore del settore ecomafia di Legambiente, ha sostenuto che la questione dei rifiuti campani “non è una partita chiusa, ma un caso nazionale: buona parte di essi finisce in tutta Italia, attraverso circuiti di smaltimento illegale, come dimostra l’ultimo blitz dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico che ha portato all’arresto di 14 persone in 7 regioni”.
Per l’esponente dell’associazione sono “necessari più controlli da parte delle amministrazioni pubbliche e una presa di posizione netta da parte delle associazioni di categoria del mondo industriale”. “Chiediamo a Confindustria e alle altre associazioni di categoria un chiaro segnale contro le aziende che si macchiano del reato di traffico illecito di rifiuti”, ha proseguito Pergolizzi, precisando che l’inchiesta dimostra, “come molte imprese preferiscano rivolgersi al mercato illegale piuttosto che a quello legale”.
Tra le aree colpite, Lazio, Campania, Marche, Umbria, Toscana, Puglia e Abruzzo, però la Toscana “risulterebbe ancora una volta particolarmente coinvolta come regione di transito”, per la presenza di impianti di trattamento e di stoccaggio “che si sono rivelati in molte inchieste punto di snodo di traffici illeciti su scala nazionale”, ha spiegato Legambiente.
In Toscana, ha detto Piero Baronti, presidente regionale di Legambiente, la produzione di rifiuti industriali è “più che doppia rispetto a quella di rifiuti urbani. Parliamo di 7 milioni di tonnellate di rifiuti speciali per il cui smaltimento non esistono impianti adeguati, e che finiscono così nella rete della criminalità”.
Baronti quindi ha concluso: “Sarebbe importante che la Regione si dotasse di un osservatorio ambientale per monitorare e contrastare l’illegalità che si verifica sul territorio, a partire dallo smaltimento dei rifiuti”.


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