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Nato il ‘Forum’ dei sostenitori del nucleare

Autore: . Data: mercoledì, 28 luglio 2010Commenti (1)

Una iniziativa per supportare l’ennesima scelta dissennata del governo Berlusconi.

E’ nato ieri il ‘Forum nucleare italiano’ che riunisce imprese, università, forze sociali e associazioni

Chicco Testa, ex presidente di Legambiente ed ex parlamentare del Pci e poi del Pds  (poi diventato manager pubblico pur possedendo una laurea in filosofia), ne è stato nominato presidente.

“Con il Forum nucleare italiano – ha detto Testa – nasce anche in Italia uno spazio di informazione, dialogo e collaborazione che accompagnerà il Paese in un percorso cruciale per il proprio futuro energetico, tecnologico e di sviluppo». Tre i principali obiettivi del Forum: contribuire alla ripresa del dibattito pubblico sullo sviluppo dell’energia nucleare in Italia; favorire la conoscenza dell’opzione nucleare; rappresentare un centro di divulgazione di una informazione tecnico-scientifica «ampia, chiara, trasparente e accessibile”.

Il Forum è un’associazione no-profit promossa da importanti realtà del mondo industriale, accademico e sociale. Ne sono fondatori: Alstom Power, Ansaldo Nucleare, Areva, Confindustria, E.on, Edf, Edison, Enel, Federprogetti, Flaei-Cisl, Gdf Suez, Politecnico di Milano, Sapienza-Università di Roma, Sogin, Stratinvest Energy, Techint, Technip, Tecnimont, Terna, Uilcem, Università di Genova, Università di Palermo, Università di Pisa, Westinghouse.

Appare singolare che le aziende costruttrici di impianti partecipino ad una associazione ‘no profit’, ma in Italia ormai tutto è possibile.

Paolo Brutti, responsabile Ambiente per l’Italia dei valori, ha commentato: “E’ nata un’associazione no profit per garantire lo yes profit del complesso industriale italo francese che spinge avanti la scelta nucleare italiana, con una campagna aggressiva di disinformazione al limite della diffamazione delle posizioni che cercano di far ragionare l’opinione pubblica sugli immensi rischi del nucleare italiano”.

Per l’esponente dipietrista il Forum Nucleare è nato “sotto la benedizione di tutte le maggiori imprese italiane francesi che fanno o sperano di fare grandi affari col nucleare italiano, senza gare pubbliche e sotto il mantello della segretazione”.

Brutti ha affermato che nuova ‘onlus’ nasce male, “infiorettando due o tre bestialità con bugie dalle gambe cortissime, come quella che il nucleare fa risparmiare sulla bolletta, mentre invece la aggraverà, o che è compatibile con lo sviluppo delle fonti rinnovabili, mentre invece è completamente sostitutivo di queste, visto che costa una enormità (35 miliardi di euro per quattro centrali) e con questo esaurisce tutte le risorse disponibili per la politica energetica italiana”.

Il parlamentare dell’Idv si è quindi rivolto al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, invitandola a farsi rifare “i conti sui campi di calcio da coprire con i pannelli fotovoltaici per avere una produzione pari a quella di una centrale nucleare. I suoi conti sono sbagliati di un fattore dieci: non ventimila campi di calcio ricoperti di pannelli ma 2500 campi di calcio, per una superficie di 12,5 chilometri quadrati, cioè un rettangolo di tre chilometri per quattro, più piccolo del recinto dentro il quale è situata una centrale nucleare. Il Forum – ha concluso Brutti – è presieduto da Chicco Testa che invera il vecchio detto: dimmi cosa mangi e ti dirò cosa pensi”.

Sulla stessa frequenza le parole dei senatori del Pd, Roberto Della Seta e Francesco Ferrante: “Di certo da una associazione promossa e sovvenzionata da chi, col ritorno al nucleare, conta di guadagnare cifre enormi non ci si può aspettare niente di nuovo. E infatti anche oggi è stato messo su il vecchio disco rotto del nucleare che va bene, che costa poco e che non inquina. Insomma, la solita ideologia e i soliti concetti stanchi, vecchi come la tecnologia che il Governo e alcuni grandi gruppi industriali vogliono far pagare ai cittadini italiani”.

Per i due politici del Pd gli aderenti al Forum “si comportano seguendo uno schema che potremo definire alla Marzullo: ovvero si faccia una domanda e si dia una risposta. Anche oggi infatti non c’è stata traccia di confronto con chi, dati alla mano, dice che il nucleare all’Italia non conviene affatto per tutta una serie di ragioni, a partire dai costi esorbitanti che inevitabilmente pagherebbero i cittadini italiani». Finchè a scegliere per il futuro delle nostre generazioni saranno i grandi gruppi industriali in cerca di miliardi di euro, concludono Della Seta e Ferrante, «sarà difficile avviare un confronto realmente serio e costruttivo”.

L’oncologo Umberto Veronesi, eletto nelle file del centro sinistra e candidato alla presidenza dell’Agenzia per la sicurezza nucleare ha scritto al neo presidente del Forum, Chicco Testa: “Sono certo che l’utilizzo dell’energia da fissione nucleare potrà migliorare l’ambiente nel quale viviamo e vivremo”.

Il professore da dichiarato di unirsi all’impegno della nuova onlus, “rivolto alla sensibilizzazione e all’utilizzo dell’energia da fissione nucleare”.

Secondo Veronesi il petrolio “inquinante e ormai inevitabilmente connesso ai grandi conflitti mondiali” e potrà essere “verosimilmente abbandonato a favore dell’energia nucleare, solare ed eolica o forse dell’idrogeno. Tutte forme di energia che, se da un lato alcune sono ancora costose, dall’ altro hanno potenzialità molto promettenti. Ed è su queste forme di energia, e in particolare sul nucleare – conclude Veronesi nella lettera facendo gli auguri al Forum – che dobbiamo puntare per una migliore gestione delle risorse del territorio”.

In una lettera al ‘Corriere della Sera’ la giornalista Milena Gabanelli ha affrontato il tema ‘Veronesi’.

Ha sostenuto l’autrice del programma Report: “Premetto che non ho interesse per le preferenze politiche del Prof. Veronesi; è un oncologo di fama e mi aspetto che faccia tutto quello che può per curare il cancro. Da un paio d’anni è anche senatore, carica che ha accettato a patto che non gli porti via tempo per i suoi pazienti. Intento nobile verso i pazienti, meno verso i cittadini che, pagando un lauto stipendio ai senatori, si aspettano che dedichino le loro energie alla gestione politica del Paese”.

Gabanelli, riferendosi al probabile nuovo incarico del medico, ha aggiunto: “Ora è stato proposto il suo nome come Presidente dell’Agenzia per la Sicurezza del Nucleare, nomina che accetterebbe volentieri, di nuovo a condizione che non sottragga tempo ai suoi pazienti. Ovvero, bisognerebbe adattare le necessità di un’agenzia così delicata e fondamentale agli impegni del candidato presidente. Intanto venerdì scorso in Senato è stato approvato un decreto che gli consentirebbe, se volesse, di andare in deroga alla legge che vieta a chi ha incarichi politici di presiedere un’authority”.

Nella sua lettera la giornalista ha ricordato che il professore ha detto di se stesso: “Sono un appassionato di fisica, non a caso ho ricevuto la laurea honoris causa”, aggiungendo che il medico e un “nuclearista convinto, cita la Francia come modello di qualità di vita per noi italiani. Partendo dal presupposto che l’agenzia non sia un bluff ma qualcosa di straordinariamente serio, non è affatto rassicurante l’idea che venga diretta (nei ritagli di tempo) per 7 anni, da un uomo che oggi ne ha 85, anche se è il più bravo oncologo del pianeta”.

Per l’autrice di Report “presiedere l’agenzia per il nucleare vuol dire affrontare problemi di carattere tecnico, elaborare i regolamenti insieme ai commissari, dare il parere sui progetti, verificare il rispetto delle regole e prescrizioni a cui sono sottomesse le installazioni. Un lavoro certamente a tempo pieno, meglio se subordinato a una competenza specifica, più che a una passione” e siccome il professore “cita il modello francese, saprà che la loro agenzia (ASN) è diretta da Jean Christophe Niel, 49 anni (laureato in fisica teorica che ha ricoperto incarichi di vertice nel controllo sul ciclo del combustibile e dei rifiuti, ed è stato per anni capo del dipartimento per la sicurezza dei materiali radioattivi). Il presidente è Andrè-Claude Lacoste, 69 anni, ingegnere, da 17 anni con incarichi direttivi nel settore sicurezza nucleare”.

Gabanelli, dopo aver messo in dubbio le competenze in materia del medico-parlamentare, ha affrontato il tema sicurezza nel nucleare.

“Il Prof. Veronesi ha poi espresso un’opinione sul fattore rischio (“oggi calcolato quasi vicino allo zero”) – ha insistito Gabanelli – che sembra non tener conto dei cosiddetti piccoli incidenti quotidiani, riportati da tutte le Agenzie, che si verificano proprio in Francia; per non parlare delle basse emissioni permanenti degli impianti, come dimostra lo studio del Prof. Hoffman ordinato dalla Cancelliera Merkel. Parlare invece di nucleare come “l’alternativa più valida al petrolio” è solo suggestivo, poiché il petrolio serve soprattutto a far muovere le macchine e solo in minima parte ad alimentare le centrali elettriche. Infatti in Francia, Paese più nuclearizzato d’Europa, il consumo procapite di petrolio è più alto rispetto a quello italiano. Succede di essere approssimativi quando ci si occupa di troppe cose”.

Insomma, tra Forum no profit costituiti dalle aziende che costruiscono le centrali e medici ultra ottantenni e senza alcuna particolare specializzazione in materia nucleare incaricati di esercitare i controlli non sarà facile evitare che in futuro l’intero affaire diventi un altro gigantesco problema senza soluzione.

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Commenti (1) »

  • HackJack ha detto:

    Tipico. Manco l’indirizzo del forum.

    Nice journalism!

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