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L’Onu, Gaza e il fosforo bianco

Autore: . Data: lunedì, 26 luglio 2010Commenti (0)

L’inchiesta internazionale è stata ignorata

Durante l’Operazione “Piombo Fuso”, che tra il dicembre del 2008 e il gennaio del 2009 causò la morte di 1.400 persone (in gran parte civili) all’interno della Striscia di Gaza, l’esercito israeliano utilizzò bombe al fosforo bianco, nonostante la convenzione di Ginevra ne avesse vietato l’utilizzo contro la popolazione civile oltre 30 anni fa.

All’utilizzo di queste armi nel conflitto tra israeliani e palestinesi è seguita un’inchiesta dell’Onu che, dopo averne accertato l’utilizzo, ha invitato Israele a bandirlo in futuro. La richiesta delle Nazioni Unite è stata però rispedita al mittente. In una dichiarazione di  pochi giorni fa, infatti, Israele ha ammesso di aver utilizzato bombe al fosforo bianco durante l’aggressione a Gaza (sebbene a lungo avesse negato), impegnandosi inoltre a limitarne l’uso in futuro. “L’esercito – si legge nella dichiarazione – per quanto riguarda i prossimi conflitti militari, ha preso delle misure per circoscrivere i danni ai civili e alle loro proprietà, tra cui la limitazione dell’uso delle bombe al fosforo bianco in zone abitate”.

Da sottolineare come Israele si fosse impegnato solo a limitarne l’utilizzo, e non a bandirlo del tutto.

Ma quali sono gli effetti di queste armi? Va specificato che, originariamente, il fosforo bianco veniva utilizzato per illuminare i teatri di guerra, in quanto il contatto di questa sostanza con l’ossigeno produce una combustione e una fonte di luce. Tuttavia, a partire dal 2004, le truppe Usa hanno iniziato a utilizzarle contro civili durante la guerra in Iraq (alla quale, lo ricordiamo, partecipò anche l’Italia, benché con il nome di “missione di pace”). Questo perché l’anidride fosforica reagisce molto violentemente con l’acqua, bruciando quindi i tessuti organici. Il fosforo bianco provoca dunque ustioni gravissime e molto dolorose; i tempi di reazione su un organismo vivente sono estremamente rapidi, dell’ordine di pochi secondi. Come se non bastasse, il fosforo bianco penetra anche negli strati sottostanti alla pelle, ovunque dove trova acqua (e dunque ossigeno) fino, molto spesso, alle ossa.

Insomma, Israele si ostina a ignorare i trattati internazionali e le leggi ratificate dall’Onu: limitare l’uso di bombe al fosforo bianco, senza abolirlo del tutto, equivale ad una grave ammissione: quella che si continueranno a commettere crimini di guerra contro la popolazione civile palestinese.

Tuttavia, in questo quadro sembra essere destinato a crescere il movimento che si oppone alla politica israeliana. L’ufficio stampa della Freedom Flotilla (la flotta di navi che da mesi sta cercando di entrare a Gaza per portare aiuti umanitari) ha lanciato un appello a tutte le organizzazioni italiane impegnate nel sostegno alla lotta di liberazione del popolo palestinese, chiedendo con forza che anche gli attivisti del nostro Paese facciano la loro parte con una o più imbarcazioni cariche di aiuti umanitari per la popolazione civile, nonché personalità politiche e culturali influenti.

Davide Falcioni

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