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L’Aquila, la protesta dei vigili del fuoco

Autore: . Data: lunedì, 5 luglio 2010Commenti (0)

Denuncia Rdb: “Da una settimana senza direttive” 

Nelle zone terremotate dell’Abruzzo 220 unità dei Vigili del Fuoco, giunti da tutta Italia in appoggio al comando de L’Aquila, sono da una settimana senza direttive e senza funzioni se non quella di “accompagnatori” a chi debba entrare nella “zona rossa” del capoluogo.

Per chiedere risposte su questa situazione, quantomeno incongrua vista la grave carenza di organico nel Corpo Nazionale, la Rdb-Usb Vigili del Fuoco ha scritto al Ministro Maroni ed al Capo Dipartimento dei vigili del fuoco.

“E ormai da mesi che chiediamo quali siano le nostre funzioni in quelle zone a distanza di oltre un anno dal soccorso tecnico urgente”, ha spiegato Antonio Jiritano, della direzione nazionale Rdb-Usb pubblico impiego. “Prima hanno bloccato per altri due giorni il personale che doveva rientrare dopo la normale turnazione, senza che nessuno ci desse spiegazioni. Ora mancano delibere ed atti politici che ci dovrebbero, anzi ci vorrebbero, mantenere ancora lì; il tutto senza direttive e pianificazione di intervento. Nel frattempo subiamo l’ira delle ditte di trasloco e di tutti coloro che fanno la fila al Comando provinciale per essere accompagnati dentro la ‘zona rossa’ – ha denunciato Jiritano – facendo così da paravento ad inefficienze che non sono dovute a noi ma a chi dovrebbe svolgere le attività di ricostruzione”.

Ha concluso il sindacalista: “Così come il popolo abruzzese è stato messo in secondo ordine nell’agenda politica di questo governo, lo stesso trattamento viene riservato ai Vigili del Fuoco: prima ci hanno dato il ben servito con contratti bloccati e tagli al dicastero, ora ci lasciano in mezzo alla gente per prendere schiaffi. E come al solito alle nostre richieste di un tavolo di organizzazione sia il Ministro che i vertici del Corpo Nazionale non danno risposta”.

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