L’Aquila dopo il terremoto: obesità e psicofarmaci
Secondo due studi scientifici, alcune patologie sono aumentate fino al 30%
Alcune patologie nel capoluogo abruzzese sono in aumento anche del 30%: a denunciarlo sono stati i professori della facoltà di Psichiatria dell’Università degli studi dell’Aquila Massimo Casacchia e Alessandro Rossi durante la presentazione del progetto “Benessere psicologico” finalizzato allo studio dei disagi legati al post sisma. Un progetto che tenterà di rilevare sia lo stato emotivo e psicologico delle persone rispetto al ricordo del terremoto, sia le condizioni di vita sociali passate e presenti.
Dalla fase preliminare dello studio, condotto dall’ateneo, dalla Asl e dal Dipartimento di salute mentale, risulta comunque che le patologie siano aumentate del 30% e non solo quelle di carattere psicologico, ma anche di ordine fisico. Con maggiore frequenza si rilevano problemi cardiovascolari, diabete e patologie connesse all’obesità . A causare i disagi sarebbero le alterazioni nello stile di vita e lo stravolgimento delle abitudini comportamentali.
Il dato confermerebbe quanto già rilevato da una ricerca condotta dagli ambulatori dell’ospedale dell’Aquila che già qualche giorno fa parlava di 135 persone obese su un campione di 300 aquilani, come dire il 45%: 8 volte in più rispetto a un analogo studio effettuato recentemente negli ospedali di Pescara e Teramo. I medici hanno ipotizzato che tra le cause, vi sia l’aumento nel consumo di psicofarmaci legato al trauma del terremoto e il forte cambiamento nelle abitudini alimentari, soprattutto per le difficoltà logistiche registrate dopo il sisma (permanenza nelle tende e in altre sistemazioni provvisorie).
La conferma al dato del significativo aumento dell’uso di psicofarmaci viene anche dal Bollettino della società italiana di farmacia ospedaliera, che ha riportato il confronto della variazione delle prescrizioni di psicofarmaci tra i due semestri pre e post terremoto, evidenziando un aumento del 37% di prescrizioni di farmaci antidepressivi e del 129% quelle di antipsicotici da parte dell’azienda sanitaria aquilana.


Lascia un commento