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La Lega di feste e di governo

Autore: . Data: venerdì, 30 luglio 2010Commenti (0)

Il figliolo del celtico.padano Bossi, detto ‘la Trota’ si accompagna con la Pupa. Ma non solo.

Il consigliere regionale lombardo a 22 anni e tre volte bocciato alla maturità, Renzo Bossi, figlio del Senatùr è innamorato.

Nulla di male, ovviamente. La ragazza è una concorrente del programma trash ‘La Pupa e il secchione’, tale Elena Morali, che si descrive in questo modo: “Sono permalosa e vanitosa, nel senso che voglio sempre essere fisicamente al top e per questo mi curo molto. Mi piace il mio seno, i miei occhi e in generale tutto il mio fisico. Non mi piacciono i miei capelli, facendo i colpi di sole, devo andare due volte alla settimana dal parrucchiere”. Una donna di spessore, insomma.

Morali in una puntata della trasmissione ebbe a dire: “La cultura non mi interessa”.

La Trota, invece, nella sua nuova veste di ‘politico’ ha deciso di compensare le antiche lacune scolastiche. Adesso sostiene di leggere libri di filosofia e saggi di politica e di amare anche l’ostico  filosofo ed epistemologo austro-britannico Karl Popper.

Sempre il giovane Renzo è anche eclettico nell’abbigliamento. Passa da magliette con la scritta “schiavi di Roma mai” e raffiguranti un indice della mano ritto nel pugno (gesto dal significato inequivocabile) a t-shirt con citazioni gandiane: “Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre”.

Ma la passione per il dito medio in bella vista non è solo del Trota. Anzi deve essere un ‘fattore ereditario’.

Papà Umberto, infatti, lo ha mostrato ai giornalisti nella serata del 20 luglio scorso, quando i digenti celtico padani e moralizzatori del Nord hanno deciso di festeggiare l’arrivo delle ferie.

La festa, però, non è avvenuta in una osteria in provincia di Bergamo o in una locanda veneta, ma nella superlussuosa Villa Aurelia, una delle più ambite e costose ‘location’ mondane della Roma ladrona.

I rudi e integerrimi eredi di Alberto da Giussano si sono recati compatti a salutarsi reciprocamente e per l’occasione hanno consumato un pasto ovvimente nordico, fatto arrivare per l’occasione da un ristorante in provincia di Treviso.

L’austerità che imporrebbe la crisi ai politici non è stata considerata consona all’occasione ed i partecipanti hanno trovato salumi e formaggi veneti, carpaccio di Fossano, misticanza e grana, risotto ai funghi porcini e casatella, ravioli spinaci e ricotta, sottofiletto di vitello con verdure, mattonella di cioccolato fondente e dolci in abbondanza.

La dolce vita romana dei fieri nordici non era ovviamente analcolica. Si potevano gustare prosecco rigorosamente doc, pinot grigio bianco, custoza e soave, bardolino e cabernet, passito e moscato, grappe ed amari.

I festeggiamenti dovevano rimanere ‘riservati’ e così nessuno dei dirigenti della Lega ha voluto parlare coi cronisti.

Dai lontani territori del Piemonte e del Veneto erano arrivati i governatori Cota e Zaia, chissà se a spese proprie o con le auto blu pubbliche così maltrattate dai celtico padani nelle conferenze stampa.

Il ministro dell’ Interno, Roberto Maroni, pare indossasse dei bermuda, ovviamente verdi e il sottosegretario Castelli portava jeans chiari ed era in maniche di camicia.

Quando ntorno alle 21.30 è arrivato Bossi (anche lui in auto blu ministeriale, si spera una Fiat di produzione padana e non una Audi o una Mercedes di produzione tedesca) non ha gradito la presenza dei fotografi ed ha fatto il già descritto gestaccio con la mano.

Insomma, la Lega autonomista è diventata centralista prima di andare in vacanza e non si limitata ad un pasto frugale in qualche localuccio della Brianza, ma ha preferito le forme morbite di una villa adagiata sulle pendici del Gianicolo.

Uno dei pochi presenti che si è lasciato sfuggire un commento ha detto: “Stasera niente politica, solo cibo e buon vino”, mostrando una singolare somiglianza con gli abitanti della Capitale ladrona.

“Il potere logora chi non lo ha” disse un tempo Giulio Andreotti ed i leghisti non sembrano infatti per nulla logorati. Anzi, tra un figlio del Capo consigliere regionale a 22 anni (con lauto stipendio annesso) ed innamorato di una Pupa e cene a suon di leccornie, tra indici alzati ed auto blu, la demagogia populista offerta ai popoli del Nord può subire anche delle derogoghe.

Umani anche i celtico-padani quindi. Anzi, un po’ romani.

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