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Il reato di intralcio alla caccia e il ‘bracconaggio’

Autore: . Data: venerdì, 16 luglio 2010Commenti (0)

Il senatore Carrara replica ad un articolo di ‘InviatoSpeciale’.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera del parlamentare del Pdl, Valerio Carrara, a proposito della sua proposta di legge che vorrebbe introdurre il reato di ‘ostacolo alla caccia’.

Spett.Le Redazione,

prendo atto di quanto pubblicato sul Vostro quotidiano on-line. (leggi qui)

Poiché la trasparenza è la vostra principale missione, mi auguro darete altrettanto spazio, quindi lo stesso che avete riservato il giorno 12 c.m. a chi la pensa diversamente da me.

Nessun ripensamento, nessuna forzatura, nessuna intimidazione di sorta. La libertà di pensiero e di parola nel nostro Paese è sancita dalla Carta Costituzionale, non altrettanto le parole in libertà. Fare “ostruzionismo” durante l’esercizio della pratica venatoria è una cosa, essere contrario alla caccia ed esprimere la propria opinione al riguardo, è un’altra.

Vorrei ricordare che ogni atto o provvedimento legislativo, decreto o legge, non può essere adottato, se non si attiene alla Costituzione che è la Legge Fondamentale del nostro ordinamento.  La mia iniziativa deriva da quanto già in essere ed istituito nella vicina Repubblica Francese, che ha un ordinamento giuridico simile al nostro. Essa si potrebbe collocare nel novero dell’iniziative volte ad armonizzare la nostra legislazione venatoria, al fine di adeguarla all’Europa che, ricordo, è prevista nel programma di Governo. Francamente non trovo nella mia proposta e nel suo “animus” nessuna controindicazione. Quindi sarebbe opportuno non fare “processi alle intenzioni” ma valutare i fatti con obbiettività e buon senso .

Il mio agire ed il mio spirito sono da sempre aperti all’ascolto, alla discussione ed al confronto; fatta eccezione per quelle posizioni, frutto di una manifesta ideologia preconcetta, avverso la passione venatoria ed ai suoi praticanti. Qualcuno spesso dimentica che la caccia è sancita e regolata  per legge e quindi,  ne deve essere garantito anche il relativo e regolare espletamento.

Vorrei sottolineare altresì, la sostanziale differenza che esiste tra cacciatore e “bracconiere” che ancora una volta in maniera impropria e scorretta viene utilizzato dalla lobby animalista, ambientalista ed anticaccia, per porre all’attenzione dell’opinione pubblica un fenomeno e dei comportamenti che nulla hanno in comune. Il cacciatore è colui che pratica la propria passione nel rispetto delle regole, delle leggi e dei periodi consentiti. Bracconiere è colui che fa l’esatto contrario, spesso non è munito di regolare licenza, usa mezzi non consentiti in periodi vietati, quasi sempre a scopo di lucro. Si metta fine una volta per tutte a paragonare una categoria di cittadini onesti dalla fedina penale pulita, rispetto a chi esercita illegalmente un’attività con frode. E’ come se tutti gli automobilisti italiani venissero paragonati a chi guida senza patente o, peggio ancora, sia assimilato a casi di pirateria od omissione di soccorso, che nulla hanno a che vedere rispetto agli automobilisti veri.

Al verde Bonelli rispondo che la caccia in Europa è tenuta nella massima considerazione così come i suoi praticanti. In Francia il partito dei cacciatori esprime 20 deputati al Parlamento e 6 europarlamentari. In Italia, invece, il suo movimento ha raccolto quello che ha seminato.

Quando riuscirò ad avere finalmente i dati relativi ai “soldini” che le Associazioni animal-ambientaliste ed anticaccia nonché gli enti di gestione dei parchi e delle oasi si prendono dallo Stato e, quindi dal contribuente, andremo a verificare come essi siano gestiti ed utilizzati e forse potremmo vederne delle belle.

Senatore Valerio Carrara

Responsabile Nazionale Dipartimento Caccia del PdL

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