Il caldo è sempre più nocivo per Berlusconi
Ancora dichiarazioni stravaganti del premier. E dentro il Pdl spira il glibli infuocato del deserto.
Il presidente del Consiglio dopo l’antica amicizia con Bettino Craxi, la tessera P2, 33 anni di dichiarazioni politiche, sedici di Parlamento e la guida di tre governi ha detto ieri: “Voglio restare fuori dalle artificiose burrasche scatenate dalla vecchia politica politicante e da quanti, in maniera irresponsabile, giocano una partita personale a svantaggio dell’interesse di tutti”.
L’uomo dell’ormai dimenticato, ma mai risolto, conflitto di interessi è convinto di rappresentare ad oltre settant’anni la ‘novità’ del sistema politico italiano e difende i suoi collaboratori ed amici del Pdl coinvolti in indagini su corruzione, concorso esterno in associazione mafiosa, turbativa d’asta o falso in bilancio e torna ad attaccare il co-fondatore del suo partito, Gianfranco Fini.
Mentre il Paese vive la crisi più grave dal dopoguerra, il Cavaliere ha sostenuto che il governo è intoccabile perchè”siamo legittimati dal sostegno dei cittadini, per impedire ritorni a un passato che gli italiani non vogliono più”. Le indagini che quotidianamente stanno svleando un intreccio pericolosissimo tra politica, affari e crimine organizzato, per il premier sono, inoltre, il segno di “clima giacobino e giustizialista nel quale alcuni stanno cercando di far ripiombare il nostro Paese e non è certo d’aiuto”.
Inoltre, secondo il presidente del consiglio “Il Paese, in questa fase di uscita dalla crisi economica globale, ha bisogno di scelte precise e di responsabilità e quindi di una piena governabilità” e per questo il suo governo “ha a cuore l’interesse dei cittadini e perciò intende portare a rapida approvazione la manovra che stabilizzerà il bilancio pubblico come ha chiesto l’Europa, pure in presenza di una situazione migliore dei nostri conti rispetto agli altri partner europei”.
Escludendo disoccupazione, difficoltà delle imprese, paralisi dei servizi pubblici, dissesto della sanità, devastazione della scuola, aumento delle tasse (che ha fatto salire l’Italia dal settimo al quinto posto dei Paesi europei più ‘costosi’), un dato vale per tutti: nel 2008 il valore aggiunto prodotto nell’area del sommerso economico, secondo l’Istat, è stato compreso tra un minimo di 255 e un massimo 275 miliardi di euro, rappresentando tra il 16,3 e il 17,5 per cento del Pil. Un oceano di denaro che sfugge ad ogni controllo e che genera decine di migliaia di lavoratori sottopagati o in nero ed impoverisce in modo più che significativo tutti gli italiani, arrichendo solo una piccola e spegiudicata pattuglia di masnadieri.
Questa realtà disastrosa secondo Berlusconi indica una “situazione migliore” di quella del resto d’Europa.
E mentre il Capo si impegna in esternazioni fantasiose, rilanciate acriticamente da quasi tutti i telegiornali che egli stesso controlla, i cittadini in gran parte ignorano quanto sia grave lo stato del Paese. Semplicemente perchè nessuno spiega loro i fatti.
Intanto i guai che sembrano investire il coordinatore del Pdl, Denis Verdini e Nicola Cosentino stanno sempre più infuocando il dibattino interno al partito. Per il finiano Bocchino il sottosegretario allEconomia inquisito per concorso esterno in associazione mafiosa (per il quale gli inquirenti hanno chiesto anche l’arresto, poi negato dalla Camera) ed ora nell’indagine sul’eolico in Sardegna (con il già condannato Marcello dell’Utri) “si deve dimettere” ed a riguardo a possibili mozione di sfiducia ha aggiunto che gli aderenti alla corrente vicina al presidente della Camera sono “pronti a votare con l’opposizione”.
Immediata la reazione del ministro dei Beni culturali, Sandto Bondi che ha sibilato: “Leggendo l’ennesima esternazione mi confermo nella convinzione che il suo ruolo nel dibattito interno al nostro movimento politico sia nefasto. Bocchino, infatti, punta continuamente sulla logica della provocazione piuttosto che su quella del confronto alto e costruttivo, che invece sarebbe necessaria per affrontare i problemi e superare le incomprensioni”.
Il ‘reprobo ha replicato: “Le parole di Bondi mi sorprendono. Come si fa a considerare nefasto l’atteggiamento di chi chiede trasparenza e pulizia morale e difendere autori di episodi imbarazzanti per il Pdl?”, mentre un altro finiano, Fabio Granata, ha risposto a muso duro al ministro-poeta: “Per i vertici del Pdl la questione morale non esiste. Il problema è rappresentato da chi parla delle inchieste e non da chi di quelle inchieste è oggetto e protagonista. Se siamo giunti a questa assurda e paradossale situazione, la mia proposta è semplice: provate ad espellerci tutti per antimafia e legalità”. Quindi ha parlato Berlusconi: “Chi la vota è fuori dal Pdl”.
Il partito di Bersani. sempre più incapace di parlare ai cittadini per far notare loro come si stia deteriorando la struttura portante della Repubblica, è però vagamente attivo sul piano parlamentare. “Se Cosentino e Caliendo non si dimettono, il Pd è pronto a psentare una mozione per chiedere la loro rimozione. Sembra di essere alla fine di un impero, tutto crolla” ha detto Dario Franceschini. L’Udc ha aggiunto: “Siamo garantisti, ma l’incompatibilità tra un delicato ruolo di governo e il coinvolgimento in un’inchiesta giudiziaria è evidente a tutti. Voteremo la mozione”.
Insomma, il caos regna sovrano.
Nel frattempo emergono particolari inaccettabili sulle nomine Rai. Il direttore di RaiDue, Massimo Liofredi, prossimo alla sostituzione per motivi di equilibri interni alla maggioranza di governo, ha detto senza rendersi conto della gravità delle sue affermazioni: “Quando Berlusconi mi chiamò per darmi la guida di RaiDue, non mi chiese niente”.
Che un presidente del Consiglio ‘nomini’ un dirigente al posto del Consiglio di amministrazione dell’azienda, che per legge è il titolare del compito è scandaloso. Se poi lo stesso premier è il proprietario del monopolio privato concorrente al servizio pubblico allora il conflitto di interessi diventa mostruoso.
Ma la lottizzazione è ‘vecchia politica’. Esattamente come vecchia è l’azione politica di Berlusconi, l’innovatore.


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