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I topi di palazzo Chigi

Autore: . Data: giovedì, 8 luglio 2010Commenti (1)

Ogni anno si spendono 4,9 mln di euro in derattizzazione

In un articolo apparso recentemente su “Il Fatto Quotidiano” si documentano le spese della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il costo totale, secondo il quotidiano diretto da Padellaro, si aggira sui 350 milioni di euro: 200 dei quali per pagare gli stipendi alle 4.000 persone che vi lavorano. Ventitrè per gli stipendi di premier, consulenti e sottosegretari; 12 per affitto, riscaldamento e aria condizionata; 2,3 per la bolletta telefonica. Ma la voce che certamente incuriosisce di più riguarda la derattizzazione, per la quale la presidenza del consiglio dei ministri spendere ogni anno 4,9 milioni di euro.

E’ chiaro che si tratta di una cifra spropositata (con tutto il rispetto per i poveri roditori che vivono a Palazzo Chigi). Allora noi di InviatoSpeciale ci siamo divertiti un po’: è stato sufficiente andare su Google, digitare sulla barra “derattizzazione preventivo”.

Le ditte specializzate sono decine: ne abbiamo scelte alcune e le abbiamo chiamate, chiedendo quanto occorre spendere per la derattizzazione di un edificio di pregio di 10.000 metri quadrati (la superficie di Palazzo Chigi).Una ditta umbra, che ha preferito rimanere anonima, ci ha detto: “per un edificio di 10.000 metri quadri, posizionando un numero esagerato di trappole per topi, non si spenderebbero più di 100.000 euro all’anno. Considerate che la Perugina, che è un’industria alimentare con uno stabilimento ben più grande di Palazzo Chigi e regole ferree da rispettare riguardo l’igiene, spende in linea di massima questa cifra”.

Quando gli abbiamo comunicato la cifra spesa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per derattizzare Palazzo Chigi le risposte sono state le più colorite e scandalizzate possibili: “Mi affretterò a partecipare al prossimo appalto sulla derattizzazione della casa di Silvio Berlusconi”,  ha detto il titolare di una ditta.

Sappiamo bene che la nostra ricerca potrebbe apparire inutile. La cifra in sé, infatti, appariva esagerata anche senza il confronto con preventivi reali. Tuttavia in questo modo possiamo sapere, con inequivocabile certezza, che i 4,9 milioni di euro dedicati alla derattizzazione sono 50 volte più di quanto si spenderebbe normalmente. E’ importante sapere, inoltre, che questa spesa risulta dalla relazione al conto finanziario della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 2009.

Si tratta solo di un esempio di come trasparenza e guerra agli sprechi, cavalli di battaglia della propaganda del governo, siano parole vuote.

Davide Falcioni

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Commenti (1) »

  • Ekomille ha detto:

    Molto interessante questo articolo, un plauso al giornalista che si è occupato di questa inchiesta.
    Per completezza d’informazioe sarebbe ottimo e opportuno esporre anche il tipo di metodologia usato per effettuare la derattizzazione, contando che i sistemi attualmente esistenti variano da colle a topicidi, da ultrasuoni ad apparecchiature elettromeccaniche ecologiche.
    Uno studio sul rapporto qualità/prezzo permetterebbe inoltre di evidenziare le potenzialità di metodologie innovative che non utilizzano veleni e non disperdono carcasse di topi e ratti nell’ambiente, rispettando l’Ordinanza ministeriale sulle esche rodenticide e successive integrazioni emesse a fine 2008 con successive integrazioni e modifiche, dal sottosegretario alla Salute on. Martini.

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