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Debito pubblico, nuovo record

Autore: . Data: mercoledì, 14 luglio 2010Commenti (0)

Circa 1.827 miliardi secondo Bankitalia: è il massimo storico

Nuovo record per il debito pubblico: secondo i dati del supplemento al bollettino statistico di Bankitalia diffusi ieri, a maggio il debito pubblico ha raggiunto il massimo storico a 1.827 miliardi di euro con una crescita di quasi 15 miliardi sul mese precedente mentre rispetto al maggio del 2009 il debito pubblico è aumentato di quasi 84 miliardi.

Rallenta, invece, il calo delle entrate fiscali. Tra gennaio e maggio il gettito tributario, calcolato sempre secondo i criteri della Banca d’Italia, ha segnato una contrazione dell’1,3 per cento, riducendo la flessione che nei primi 4 mesi era stata più pesante. A maggio, al momento della contabilizzazione in bilancio e non al momento dell’effettivo versamento, le entrate ammontano a 28.239 milioni contro i 28.035 dello stesso mese del 2009.

“Ecco il risultato delle politiche economiche del governo Berlusconi”: è l’opinione del presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario, che così prosegue: “La crisi, negata fino a qualche mese fa dall’esecutivo, continua a far sentire la propria drammatica incidenza nella vita reale dei cittadini e delle famiglie. La manovra, il cui iter comincia oggi (ieri, ndr) al Senato, oltre a essere iniqua è totalmente insufficiente perché l’aumento delle entrate fiscali a malapena riuscirà a coprire il calo certificato da Bankitalia, con la conseguenza che entro fine anno saremo costretti a rimettere mano ai conti”.

Per Belisario “queste sono le conseguenze di un governo che invece di pensare al risanamento dei conti pubblici è impegnato a impedire le intercettazioni che stanno facendo emergere il marcio tutto interno al Pdl e ai suoi rapporti con la criminalità organizzata e con faccendieri di tutte le cricche. Al peggio non c’è mai fine ma non ci saremmo aspettati che si potesse scivolare così in basso. Per risalire – ha concluso Belisario – c’è un solo rimedio: presunti collusi e malfattori non possono continuare ad avere ruoli di così grande responsabilità”.

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